«Adolescenti "malati", il mondo virtuale li ha disabituati alla vita e ai contrasti»
Fenomeno “maranza” (e non solo) sotto la lente del pedagogista piacentino Daniele Novara: questa è una generazione virtuale

Simona Segalini
|2 mesi fa

Maranza (giovani con un comportamento rumoroso, atteggiamenti spavaldi e un abbigliamento vistoso, spesso associato a gruppi che vengono definiti anche “baby gang”) che prendono di mira lo sfigato di turno, o lo studente che ha riempito di botte il suo professore. O adolescenti che finiscono al pronto soccorso, strafatti di alcol, droghe e male di vivere. Mille storie diverse, Piacenza come il resto del mondo. Quello degli adolescenti, già mai semplice da penetrare, è diventato inaccessibile. Scivoloso, insidioso. Essere genitori è un mestiere difficile da sempre. Oggi pare anche peggio.
I ragazzi sono gli stessi, le loro fragilità identiche a 40 anni fa. A fare da spartiacque, forse, ci sono stati i social, le loro lusinghe mischiate alle insidie che contengono. Nei giorni scorsi, sul mestiere di genitori a confronto con le nuove generazioni, si è tenuto il convegno nazionale del Centro psicopedagogico per la pace e la gestione dei conflitti fondato a Piacenza dal pedagogista Daniele Novara. A Novara la richiesta di un approfondimento sulle paure che tanti genitori ci hanno comunicato.

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