“Finché c’è un’anima io resto qui". Beatificazione di don Beotti fucilato dai nazisti
Redazione Online
|2 anni fa

“Finché c’è un’anima da curare io rimango al mio posto”. Sono le parole pronunciate da don Giuseppe Beotti ai parrocchiani quando lo invitarono a fuggire assieme a loro dai rastrellamenti dei tedeschi a Sidolo, il paese di montagna dove era parroco. Il 20 luglio del 44 venne fucilato dai nazisti per aver accolto e salvato un centinaio di ebrei in fuga. Un martirio, nel nome della fede a Cristo, che ha portato alla sua beatificazione, in programma sabato 30 settembre alle 15.30 in Cattedrale a Piacenza.
L’offerta della propria vita per la pace era una volontà nel cuore di don Beotti maturata nel tempo e qualche giorno prima della sua uccisione, durante la messa, si rivolse a Dio con queste parole: “ Se mancasse ancora un sacrificio per far cessare questa guerra, Signore, prendi me”.
Gli articoli più letti della settimana
1.
A luglio taglio del nastro per il grande magazzino di prodotti per la casa
2.
A cinquant’anni dall’esame di maturità la terza B del liceo Gioia si ritrova sui banchi
3.
Bonus per l’acquisto di bici elettriche, scadenza prorogata al 31 luglio
4.
Tromba d'aria su Rossetti Market, danni per un milione di euro




