Festa della famiglia, 11esima edizione tra testimonianze e racconti di vita
Redazione Online
|6 anni fa

Oggi pomeriggio, dal palco dell’undicesima edizione della “Grande festa della famiglia” in piazza Cavalli, William e Daniela – milanesi di nascita ma piacentini d’adozione – hanno raccontato l’esperienza che li ha portati a unirsi all’associazione “Papa Giovanni XXIII” e ad aprire una casa famiglia chiamata “Santa Marta”, per ricordare la primogenita mai conosciuta, una piccola bimba nata morta una trentina d’anni fa: “Siamo sposati da trentasei anni – ha iniziato Bonacina, diacono e insegnante di religione in pensione -. Grazie all’attività della nostra casa famiglia, fra le altre cose, abbiamo appreso che la disabilità non è solo un problema ma anche un valore”.
Le porte di “Santa Marta”, infatti, si aprono a persone abbandonate, anziani, invalidi e chiunque necessiti di essere accolto e aiutato ogni giorno, con lo scopo di dare una famiglia a chi non l’ha.
Gli incontri pubblici, condotti da Federica Villa e Matteo Pavesi, sono proseguiti con le testimonianze di Giulio Boledi, docente dell’istituto professionale “Raineri-Marcora”, Itala Orlando, direttrice dell’associazione “La Ricerca”, Matteo Dell’Orto, diacono con quattro figlie e Anna Mandelli, psicologa e collaboratrice dell’associazione “Educatori di strada”.
Spazio anche ad Andrea Sinigaglia, direttore generale dell’Alma (la scuola internazionale di cucina italiana di Colorno) e Isa Mazzocchi, chef stellata Michelin che gestisce il ristorante “La Palta” a Bilegno di Borgonovo.
La famiglia si costruisce anche a tavola. “La colazione del mattino o il pranzo – ha esordito Sinigaglia – riuniscono le persone e mostrano l’umore dei componenti della famiglia in base alla voglia o meno di mangiare”.
La famiglia si costruisce anche a tavola. “La colazione del mattino o il pranzo – ha esordito Sinigaglia – riuniscono le persone e mostrano l’umore dei componenti della famiglia in base alla voglia o meno di mangiare”.
I due esperti hanno affrontato diversi spunti di riflessione sul legame tra cucina e famiglia. Mazzocchi ha aggiunto: “Preparare un banale piatto di pasta in bianco ai propri figli con passione e amore può essere una grande dimostrazione d’affetto”.
Sullo sfondo, per l’intera giornata, i bambini e le bambine presenti hanno giocato sotto ai portici di palazzo Gotico con gli animatori dell’associazione “Il volo della rondine”.

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