L'impianto che stocca energia «sorgerà a Zerbio entro il 2027»
La sindaca Battaglia spiega tutti i dettagli del Bess: niente tralicci, moduli sollevati da terra e l’area sarà recintata da alberi
Valentina Paderni
|1 giorno fa

L'impianto BESS (Battery Energy Storage System) "La Casella" di Enel, situato a Castel San Giovanni
L’impianto per accumulare energia, il cosiddetto Bess ((Battery Energy Storage System), in attesa di autorizzazione da parte del Ministero dell’ambiente, si presume si realizzerà a Zerbio di Caorso entro il 2027. È la sindaca Roberta Battaglia a spiegare tutto quanto possibile ad oggi su un progetto che aveva fatto discutere lo scorso dicembre durante l’assemblea pubblica organizzata dall’amministrazione nella frazione.
«Stiamo lavorando con attenzione, con l’architetto comunale Gianluca Bergonzi e il segretario comunale Elena Mezzadri, perché l’intervento abbia il minor impatto possibile sul territorio - commenta la sindaca - e sia per il territorio un’opportunità, quella di utilizzare energia pulita e quella di poter contare su un abbattimento delle spese energetiche dell’ente che libererà risorse da destinare ad altri servizi».
Il futuro “magazzino” di elettricità si andrà ad installare su un terreno agricolo di 8,6 ettari ai confini dell’area dell’ex centrale nucleare, e avrà una potenza pari a 225 megawatt.
«L’area indicata non può variare - sottolinea Battaglia. - Auspichiamo che, entro il prossimo anno, con l’adozione di nuove tecnologie, i moduli da posizionare vadano a diminuire, andando così ad occupare meno ettari di suolo. I container, che fungono da “armadi” di batterie, saranno posizionati su plinti, sollevati dal terreno, al di sotto del quale rimarrà il prato, come per i pannelli fotovoltaici».
La vita stimata dell’impianto è di vent’anni, «dopodiché il terreno dovrà essere ripristinato allo stato originale - continua Battaglia - come sarà precisato e sottoscritto nei termini dell’accordo. L’area sarà recintata e non visibile perché circondata da alberature con piante autoctone. Saranno garantite aperture a terra per consentire il passaggio della piccola fauna selvatica. Al momento abbiamo chiarito questi aspetti tecnici. La minor occupazione di suolo, la minor quantità di moduli e la non cementificazione del terreno sono tutti aspetti molto importanti».
Tecnici e giunta stanno comunque valutando anche altri elementi. Fa sapere Battaglia: «L’impianto non avrà un impatto luminoso, le luci si accenderanno solo in caso d’intrusione come previsto dal sistema di videosorveglianza. Non ci saranno tralicci, i cavi di collegamento saranno tutti interrati e per limitare l’impatto acustico, rispondendo anche a nostre osservazioni, ogni modulo sarà dotato di barriere proprie antirumore».
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