Con Reggio scoppia la lite dell’acquedotto, niente intesa sul valore di Pc Infrastrutture
Della spa di cui Palazzo Mercanti ha il 58% i Comuni emiliani soci vogliono dismettere il loro 40%: sarà un giudice a stimarne l’importo

Gustavo Roccella
|2 mesi fa

Lavori per l'acquedotto in piazza Cavalli
Piacenza Infrastrutture spa è al centro di una contesa legale tra il nostro Comune e quello di Reggio Emilia. Per una eredità che discende dal legame che dai tempi della multiutility Enìa unisce i territori dell’Emilia occidentale nella gestione dei servizi pubblici locali, il Comune reggiano detiene una quota del 22,1% di Piacenza Infrastrutture, società proprietaria delle rete idrica della nostra città (l’acquedotto principalmente) e anche di buona parte della provincia. Non solo: anche un po’ di Comuni reggiani hanno quote nella spa, in totale il 18%, che porta a circa il 40% il peso azionario dei partner emiliani. Partner di Palazzo Mercanti, che di Piacenza Infrastrutture è il socio di maggioranza con il 58% (il restante 2% è in mano ad altri municipi della nostra provincia).
Da qualche tempo i Comuni reggiani hanno manifestato l’intenzione di dismettere la loro quota, anche sulla spinta della normativa che prescrive la razionalizzazione delle partecipazioni azionarie delle amministrazioni pubbliche. Il problema è che manca l’intesa sul valore da attribuire al quel pacchetto del 40% di Piacenza Infrastrutture, tanto che la faccenda è finita al Tribunale di Bologna (sezione specializzata in materia di imprese) con prima udienza fissata l’8 gennaio 2026.
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