«Per tre gin tonic due vite spezzate, oggi dico a tutti: non bevete»
L'INTERVISTA/La donna che nel 2019 in auto travolse e uccise due ragazzi sulla Statale 45 oggi ha pagato il conto con la giustizia. «Vorrei trasformare la mia esperienza in qualcosa di utile per gli altri senza dimenticare ciò che ho fatto»
Thomas Trenchi
|10 ore fa

Il luogo dell'incidente stradale del 30 giugno 2019 sulla Statale 45
«Non bisogna guidare dopo aver bevuto. Lo sappiamo, ce lo sentiamo ripetere, ma continuiamo a pensare che a noi non succederà. Se raccontare la mia storia potrà convincere anche una sola persona a lasciare l’auto e prendere un taxi, allora forse il mio dolore sarà stato utile».
Il 30 giugno 2019, sulla Statale 45 a La Verza, investì e uccise Ergi Skenderei e Xhulio Kaja, due ragazzi albanesi di 20 e 22 anni, all’uscita di una discoteca. Aveva bevuto ed era al volante. Per quella tragedia è stata condannata a cinque anni per omicidio stradale plurimo.
Oggi ha 37 anni, vive nel territorio di Gossolengo e prova a convivere con la responsabilità di quella notte. «Ho scontato la pena, ma vorrei trasformare la mia esperienza in qualcosa di utile per gli altri senza dimenticare quello che ho fatto», racconta la donna chiedendo solo la delicatezza di non ricordare il suo nome. «Non basta pensare di stare bene per essere davvero in condizione di mettersi al volante. Non bisogna fidarsi di quella sensazione di sicurezza».
Chi era prima di quella notte?
«Ero una bomba, andavo a mille. Avevo obiettivi chiari e tanta ambizione, soprattutto sul lavoro».
E oggi, che cosa è rimasto di quella persona?
«Non ho più l’energia di prima. Dopo l’incidente mi sono data un obiettivo. Provare a trasformare la tragedia in qualcosa di utile per gli altri».
Torniamo a quella notte. Che cosa aveva bevuto?
«Tre gin tonic. Ricordo che mi sentivo a posto».
Qual è l’ultimo ricordo prima dell’impatto?
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