Lavori quasi finiti in via Caorsana: così il capannone è diventato una vera moschea
Redazione Online
|1 anno fa

Quel capannone industriale degli anni ’70, un tempo fatto di mattoni rossi e maniglioni antipanico, oggi lascia spazio a un’architettura più accogliente, dai canoni estetici più vicini alla comunità islamica.
Mancano solo pochi dettagli, ma i lavori di riqualificazione della moschea di Piacenza possono dirsi quasi terminati e la struttura prende sempre più le sembianze di un luogo di culto.
Obiettivo dell’intervento era mettere in sicurezza e abbellire il capannone industriale che accoglie una comunità di circa 20mila cittadini distribuiti in tutta la provincia, di cui quasi la metà residente in città.
I lavori sono stati finanziati anche attraverso la raccolta fondi a cui i fedeli avevano partecipato lo scorso anno durante il mese del Ramadan, a testimonianza di quanto la riqualificazione della struttura fosse necessaria e sentita da tutta la comunità.
L’intervento più visibile è sicuramente quello compiuto alle facciate esterne della moschea, che oggi si compongono di alcuni archi richiamanti l’architettura araba e islamica e che, insieme al giardino, oggi contribuiscono a dare un’immagine più adeguata al luogo di culto.
Mancano solo pochi dettagli, ma i lavori di riqualificazione della moschea di Piacenza possono dirsi quasi terminati e la struttura prende sempre più le sembianze di un luogo di culto.
Obiettivo dell’intervento era mettere in sicurezza e abbellire il capannone industriale che accoglie una comunità di circa 20mila cittadini distribuiti in tutta la provincia, di cui quasi la metà residente in città.
I lavori sono stati finanziati anche attraverso la raccolta fondi a cui i fedeli avevano partecipato lo scorso anno durante il mese del Ramadan, a testimonianza di quanto la riqualificazione della struttura fosse necessaria e sentita da tutta la comunità.
L’intervento più visibile è sicuramente quello compiuto alle facciate esterne della moschea, che oggi si compongono di alcuni archi richiamanti l’architettura araba e islamica e che, insieme al giardino, oggi contribuiscono a dare un’immagine più adeguata al luogo di culto.
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