Tutto sotto pelle: a Piacenza i primi impianti cocleari totalmente invisibili
Emilia-Romagna e Toscana aprono una nuova frontiera in Italia per le persone con sordità grave e profonda, permettendo l’accesso ai suoni h24.
Redazione Online
|14 ore fa

Il prof. Cuda durante l'intervento
Nessun componente lasciato all’esterno, nemmeno il microfono. È la rivoluzione per le persone con sordità grave e profonda promossa dai nuovi impianti cocleare totalmente impiantabili e invisibili, arrivati proprio in questi giorni in Italia. A livello nazionale, infatti, i primi dispositivi di questa tipologia sono stati impiantati lunedì in contemporanea dall’Azienda Usl di Piacenza e dall’Azienda ospedaliero-universitaria Senese.
A differenza degli impianti cocleari tradizionali, i nuovi impianti prevedono il posizionamento di tutte le componenti sotto cute grazie ad appositi microfoni progettati per rilevare i suoni attraverso la pelle. Un’innovazione che per i pazienti si traduce nella possibilità di avere accesso a suoni e rumori senza soluzione di continuità. La componente esterna degli impianti cocleari tradizionali deve essere rimossa quando si dorme, quando necessita di ricarica e più in generale in tutti i contesti in cui rischia di essere smarrita o danneggiata: il nuovo impianto cocleare totalmente impiantabile invece può restare attivo h24, anche durante le ore notturne, in ambiente acquatico o durante l’attività sportiva.
A Piacenza l’operazione è stata eseguita dall’équipe di otorinolaringoiatri diretta da Domenico Cuda su una paziente piacentina interessata da ipoacusia severa e profonda. L’impianto è stato realizzato nell’ambito di un'esperienza pilota promossa dalle regioni Emilia-Romagna e Toscana, dal momento che la nuova tecnologia non rientra ancora tra i dispositivi attualmente previsti e rimborsati dal Sistema sanitario nazionale (pur avendo già ricevuto la conformità ai requisiti di sicurezza previsti). Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, in particolare, sono previste altre nove procedure di impianti cocleari totalmente impiantabili entro la fine del 2027, tutte a Piacenza. I pazienti candidabili a ricevere questo impianto sono soggetti adulti selezionati dai medici coinvolti sulla base di criteri specifici.
«L’intero sistema sanitario regionale è orgoglioso di questo straordinario risultato, che conferma il valore aggiunto del finanziamento pubblico alla ricerca, all’innovazione tecnologica e alla qualità delle cure- sottolineano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi- Con questa esperienza, l’Emilia-Romagna, insieme alla Toscana, contribuisce a introdurre in Italia una tecnologia che può migliorare concretamente la vita quotidiana dei pazienti, offrendo loro maggiore continuità nell’accesso ai suoni e nuove possibilità nello svolgimento delle attività di ogni giorno. È un risultato che nasce dall’integrazione tra competenze cliniche, capacità organizzativa e collaborazione istituzionale, e che vede l’Azienda Usl di Piacenza mettere a disposizione un’esperienza consolidata e professionalità di alto livello. La nostra sanità pubblica deve continuare a percorrere questa strada- conclude Fabi-: promuovere l’innovazione, valorizzare le eccellenze presenti sul territorio e fare in modo che il progresso scientifico si traduca in benefici reali per le persone, con particolare attenzione ai loro bisogni e alla loro autonomia».
«Siamo orgogliosi di questo risultato, che conferma ancora una volta il ruolo di Piacenza come centro di eccellenza nazionale nel campo degli impianti cocleari – dichiara Paola Bardasi, direttore generale dell’Azienda Usl di Piacenza – Questo traguardo nasce da una competenza consolidata, da una visione innovativa e da un lavoro di squadra che coinvolge molte professionalità. Desidero ringraziare gli otorinolaringoiatri, gli audiologi, gli anestesisti, gli infermieri e tutto il personale del comparto, insieme al personale amministrativo che ha reso possibile la realizzazione di questo percorso. Si tratta di un’innovazione che migliora significativamente la qualità di vita dei pazienti»
«Da tempo attendevamo questa innovazione tecnologica, che apre una nuova frontiera nell’impiantistica cocleare – dichiara Domenico Rosario Cuda, direttore dell’Otorinolaringoiatria dell’Azienda Usl di Piacenza – Siamo orgogliosi di poterla proporre ai nostri pazienti, perché amplia ulteriormente le possibilità di cura e consente di rispondere in modo ancora più mirato alle esigenze delle persone con sordità grave e profonda».
Come funziona il nuovo impianto cocleare invisibile. Il dispositivo rileva i suoni attraverso la cute, li trasforma in impulsi elettrici e stimola la coclea: infine, le informazioni sonore raggiungono il cervello attraverso il nervo uditivo.
Rispetto agli impianti tradizionali, l’impianto può essere utilizzato anche mentre si dorme, quando si pratica sport (incluse le attività che prevedono l’utilizzo del casco) e in ambienti esposti ad acqua o polveri o elevato rischio di danneggiamento del dispositivo esterno.
Come funziona il nuovo impianto cocleare invisibile. Il dispositivo rileva i suoni attraverso la cute, li trasforma in impulsi elettrici e stimola la coclea: infine, le informazioni sonore raggiungono il cervello attraverso il nervo uditivo.
Rispetto agli impianti tradizionali, l’impianto può essere utilizzato anche mentre si dorme, quando si pratica sport (incluse le attività che prevedono l’utilizzo del casco) e in ambienti esposti ad acqua o polveri o elevato rischio di danneggiamento del dispositivo esterno.
La batteria può essere ricaricata appoggiando l’apposito caricatore sopra l’impianto. Non è necessario spegnere il dispositivo durante la ricarica.
Chi è candidabile all’impianto. Al momento l’esperienza pilota dell’Emilia-Romagna prevede di destinare gli impianti cocleari totalmente impiantabili a pazienti adulti interessati da ipoacusia grave e profonda, candidabili a impianto cocleare secondo indicazioni cliniche vigenti. La selezione privilegerà profili nei quali il beneficio dato dalla totale impiantabilità sia ragionevolmente maggiore: ad esempio persone che vivono da sole, lavoratori esposti ad acqua o polveri, soggetti con esigenze di sicurezza notturna e così via.
Il Centro impianti cocleari dell’Azienda Usl di Piacenza è il primo a livello nazionale per numero di interventi. Esegue ogni anno circa 140 impianti (nell’80% dei casi su pazienti provenienti da fuori regione) e vanta un’esperienza più che ventennale nella gestione di casi complessi tanto nei pazienti pediatrici quanti negli adulti.
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