Pendolari esasperati: «Gestire l'emergenza così è inaccettabile»
Il presidente dell’associazione Nicola Contardi interviene dopo il guasto che ha mandato in tilt la circolazione ferroviaria
Filippo L.
|4 mesi fa

«Inaccettabile. Non si discute che il problema imprevisto si posa verificare, quello è pacifico. È l’incapacità di gestire l’inconveniente che dimostra la disorganizzazione in caso di emergenza». Per Nicola Contardi, presidente dell’associazione pendolari di Piacenza, è proprio quanto è avvenuto mercoledì sera, quando il guasto alla linea di alimentazione elettrica ha messo kappaò la circolazione ferroviaria creando innumerevoli disagi a chi stava rientrando a casa dal lavoro.
«Ho preso il Frecciarossa delle 17.50 a Milano - racconta Contardi - dieci minuti dopo siamo stati avvisati che a causa di un guasto non si sarebbe fermato a Piacenza, bensì a Fidenza». A quel punto si palesa la disorganizzazione a cui fa riferimento Contardi. «Una volti scesi, il nulla. I pochi taxi scomparsi in una manciata di minuti, neppure un pullman sostitutivo». Che fare allora? «Abbiamo chiamato un taxi da Piacenza, che mai sarà rimborsato nonostante il reclamo, ed eravamo a casa alle 21».
C’è stato chi ha subìto anche la beffa. «Il Freccia Rossa successivo partiva alle 18.35 - dice Contardi - anche quello con fermata Piacenza. Nessuno ha avvisato i passeggeri di cambiare treno per fermarsi a Codogno e da lì prendere gli autobus sostitutivi. Sono così finiti a anche loro a Fidenza senza soluzioni per tornar a casa». «La sensazione è che a Ferrovie dello Stato importi poco o nulla dei nostri disagi» dice.
Tanti ieri erano i pendolari all’esterno della stazione di Piacenza, pronti ad “assalire” il primo autobus per fare ritorno a casa. Medesima scena fuori da quella di Codogno. «Solo sui due Freccia Rossa che di solito prendo sono 40 i piacentini, e poi ci sono tutti coloro, probabilmente centinaia, che viaggiano sulla linea ordinaria».
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