«Io, globetrotter della palla ovale innamorato dei vostri anolini»
Niall Saunders, mediano di mischia del Piacenza Rugby, si racconta: «L'Italia una scelta di vita per fare nuova esperienze»

Marcello Tassi
|3 settimane fa

Niall Saunders durante un'azione di gioco ©Foto Monica Dallavalle
Rugbista di talento, globe trotter per vocazione. Niall Saunders è uno di quei “ragazzoni” che non passano certo inosservati. Mediano di mischia del Piacenza Rugby, arrivato quest’anno, ha portato qualità ed esperienza internazionale in una squadra che sogna in grande e che si ritrova in testa al girone 2 di Serie A2. Dall’Inghilterra - sua terra d’origine - agli Stati Uniti, fino all’Italia: il suo viaggio è una storia di rugby, ma soprattutto di vita.
Come mai un cittadino del mondo ha scelto proprio Piacenza?
«È una bella domanda. Penso che a volte non sia solo una questione di rugby, ma anche dello stile di vita che questo sport può offrirti. Per me conta soprattutto l’esperienza: sono stato fortunato a giocare in paesi fantastici come Stati Uniti e Sudafrica. Venire qui è stata una scelta di vita, per imparare una nuova lingua e vivere qualcosa di diverso. E devo dire che mi sta piacendo tantissimo».
«È una bella domanda. Penso che a volte non sia solo una questione di rugby, ma anche dello stile di vita che questo sport può offrirti. Per me conta soprattutto l’esperienza: sono stato fortunato a giocare in paesi fantastici come Stati Uniti e Sudafrica. Venire qui è stata una scelta di vita, per imparare una nuova lingua e vivere qualcosa di diverso. E devo dire che mi sta piacendo tantissimo».
Sappiamo che si è ambientato bene.
«Sì, Piacenza è molto diversa da ciò a cui ero abituato, decisamente più tranquilla, ma mi piace davvero tanto. E poi il cibo… so che è uno stereotipo, ma è tutto vero! I miei genitori sono venuti a trovarmi e siamo andati in un ristorante vicino casa: i tortelli in brodo erano incredibili. Mi hanno detto che il loro vero nome è Anolini e so che la gente di queste parti si arrabbia moltissimo se non li chiamo così! Sono diventati il mio piatto preferito».
«Sì, Piacenza è molto diversa da ciò a cui ero abituato, decisamente più tranquilla, ma mi piace davvero tanto. E poi il cibo… so che è uno stereotipo, ma è tutto vero! I miei genitori sono venuti a trovarmi e siamo andati in un ristorante vicino casa: i tortelli in brodo erano incredibili. Mi hanno detto che il loro vero nome è Anolini e so che la gente di queste parti si arrabbia moltissimo se non li chiamo così! Sono diventati il mio piatto preferito».
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