Bersani tra rock e politica: "A Bettola temevano che portassi i libri di Marx"
A tu per tu, l'ex ministro e leader del centrosinistra: "Fossi stato premier avrei fatto subito lo Ius soli e qualche lenzuolata"

Marcello Pollastri
|9 mesi fa

Pier Luigi Bersani nelle vesti di nonno con la nipotina Giulia
Pier Luigi Bersani, ha nostalgia del Parlamento?
«Nessuna. Anni addietro era molto meglio. Ci si parlava... E avevi perfino l’impressione che, parlandosi, si potessero non dico cambiare ma almeno sfumare le rispettive posizioni. Poi la cosa è diventata inaccettabile. Ricordo che una volta dissi al presidente Fico: prova a misurare i decibel in Aula dieci anni fa e fallo adesso. Si grida, si strepita. Purtroppo oggi il Parlamento è diventato sempre di più un luogo di comizi rivolti all’esterno. Senza contare che non decide più a causa del ricorso abnorme alla decretazione. Tutto questo rende poco gratificante la vita del parlamentare. E poi…».
Bersani si accende una sigaretta, la prima. E non l’unica della mattinata.
Bersani si accende una sigaretta, la prima. E non l’unica della mattinata.
E poi?
«E poi a un certo punto arriva anche l’età in cui bisogna seminare e non più raccogliere. In fondo ci sono tanti modi di fare politica. Anche questo aspetto è stato all’origine della decisione di non candidarmi più».
«E poi a un certo punto arriva anche l’età in cui bisogna seminare e non più raccogliere. In fondo ci sono tanti modi di fare politica. Anche questo aspetto è stato all’origine della decisione di non candidarmi più».
Nella lunga intervista su Libertà di oggi (A tu per tu), l'ex ministro parla di musica, dei concerti, della politica e di cosa avrebbe fatto se fosse diventato Presidente del Consiglio. "La prima cosa che avrei fatto sarebbe stata approvare lo ius soli e avrei fatto due o tre lenzuolate". E quando divenne consigliere comunale a Bettola racconta che gli bocciarono la proposta di aderire al progetto di fondi dalla Provincia per aprire biblioteche nei paesi: "Era un paese a trazione Dc. Io del Pci in minoranza. Avevano paura che portassi i libri di Marx".
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