Novate, bodycam per gli agenti: in arrivo la sperimentazione
All'istitito penitenziario di Piacenza potrebbe partire la sperimentazione. Il sindacato Uspp: "Scelta che si inserisce in un contesto segnato da carenze di organico, sovraffollamento e gestione di detenuti complessi".

Marcello Tassi
|6 giorni fa

Gennaro Narducci, segretario regionale dell’USPP Polizia Penitenziaria
L’introduzione delle bodycam per il personale di sorveglianza «come strumento di tutela e sicurezza in un contesto segnato da carenze di organico, sovraffollamento e presenza di detenuti particolarmente problematici». È questo il punto da cui parte l’analisi di Gennaro Narducci, segretario regionale dell’USPP Polizia Penitenziaria, che traccia un quadro dettagliato della situazione al carcere delle Novate di Piacenza, affidandosi ai numeri e - soprattutto - ai fatti.
Sperimentazione bodycam e carenza di personale
«È al vaglio del Dipartimento l’introduzione della bodycam (sperimentazione ufficialmente avviata nel novembre 2025, con un'estensione operativa che coinvolge numerose carceri sul territorio nazionale, ndc) per alcuni istituti, tra cui Piacenza. Il nostro carcere - spiega il segretario - è stato inserito nella sperimentazione. È una richiesta che come sindacato abbiamo sostenuto con forza, perché riteniamo possa rappresentare uno strumento di tutela per il personale». Una misura che, nelle parole di Narducci, si inserisce in un contesto complesso sotto il profilo organizzativo e gestionale. «Nel corso del 2025 abbiamo registrato più di dieci aggressioni al personale, tutte culminate con il ricorso alle cure ospedaliere. È un dato che conferma quanto sia delicata la situazione interna» e che si collega ad un altro tema critico, quello della carenza di personale.
«L’organico complessivo conta 246 unità, ma gli amministrati effettivamente presenti sono 222. Questo significa che lavoriamo già con numeri ridotti», spiega. «Registriamo una carenza di otto ispettori, 15 sovrintendenti e cinque agenti, per un totale di 29 unità in meno rispetto alla pianta organica. Entro novembre sono previsti cinque prepensionamenti e questo ci porterà ulteriormente sotto organico».
Il segretario regionale richiama anche il tema dei distacchi e dei congedi: «Dei nuovi agenti arrivati a Piacenza, sette si sono congedati e almeno dieci risultano distaccati a vario titolo. Siamo il primo istituto in Emilia Romagna per numero di agenti che hanno chiesto il congedo. È un dato che deve far riflettere».
Detenuti complessi
Secondo Narducci, la particolarità dell’istituto piacentino è legata anche alla tipologia della popolazione detenuta. «Piacenza è spesso individuato come istituto di destinazione per detenuti particolarmente problematici. Questo avviene perché il personale in servizio ha dimostrato negli anni elevata professionalità e capacità di gestione anche delle situazioni più critiche. La presenza di colleghi esperti consente di mantenere il controllo anche con soggetti particolarmente facinorosi».
Sovraffollamento
«Attualmente i detenuti sono circa 540, a fronte di una capienza regolamentare di circa 450 posti: siamo ben oltre la capienza. Oltre al sovraffollamento, gestiamo detenuti con problematiche psichiatriche e soggetti sottoposti al regime del 14 bis, spesso in seguito ad aggressioni al personale. Questo aumenta il livello di tensione quotidiana».
Il nuovo comandante
Di recente è arrivata la nuova comandante della Polizia Penitenziaria, Luisa Guarriello. «La comandante ha manifestato fin da subito piena disponibilità a sostenere una nuova fase di riorganizzazione del lavoro e a garantire, in un momento di transizione particolarmente complesso, un confronto costruttivo anche con le organizzazioni sindacali. I primi segnali di miglioramento, sotto il profilo lavorativo, sono già evidenti».
Il quadro delineato da Narducci mette così in relazione strumenti di tutela come le bodycam con le condizioni operative del personale: organici ridotti, sovraffollamento e gestione di detenuti complessi in un istituto che, sottolinea, continua a reggere grazie alla professionalità degli agenti in servizio.







