Istituti comprensivi, madri e docenti vanno in piazza: «Noi traditi»

Con slogan e cartelli circa 150 persone riunite sotto Palazzo Mercanti durante la seduta del Consiglio comunale

Simona Segalini
Simona Segalini
|4 ore fa
A protestare nella piazza circa 150 persone, tra cui anche ragazzini - © Libertà/Marco Grisoli
A protestare nella piazza circa 150 persone, tra cui anche ragazzini - © Libertà/Marco Grisoli
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La piazza ribolle, nonostante la temperatura ai minimi. Sono trascorse le 17 da pochissimi minuti, e in un baleno sotto palazzo Mercanti - dove è in corso la seduta del Consiglio comunale che prenderà in esame anche la mozione di maggioranza sugli Istituti comprensivi - si raduna una piccola folla. Mamme, docenti, ragazzini con cartelloni per niente benigni nei confronti di chi avrebbe deciso passando sulle loro teste per gli Ic. Saranno in tutto 100-150 persone che scandiscono la loro pacifica ma piuttosto rumorosa protesta. Si fanno sentire, e si eleva un piccolo boato quando dalla finestra della sala illuminata al primo piano di Palazzo Mercanti appaiono due sagome a scrutare la piazza.
Il gelo è forte, ma i cuori surriscaldati, eccome, fino a quando dieci tra docenti e mamme non decidono di salire direttamente in aula di consiglio, ed è esattamente quando l’assessore Mario Dadati si accinge a illustrare la mozione della maggioranza sui discussi Ic cittadini. Il passaggio che ha innescato più risentimento ha a che fare con le scuole medie. In piazza ci sono soprattutto loro, docenti e familiari della Frank (di questa è presente tra la gente anche il dirigente, Ludovico Silvestri, unico dei sette presidi cittadini a non aver nascosto la sua contrarietà al progetto così com’è, ma che oggi ha gentilmente respinto al mittente qualsiasi commento), docenti e familiari della Dante, docenti e familiari della Calvino. Tutti egualmente risentiti, arrabbiati.
Alcuni dei manifestanti espongono cartelli. Luci accese in Consiglio comunale (foto Grisoli)
Alcuni dei manifestanti espongono cartelli. Luci accese in Consiglio comunale (foto Grisoli)
Si alzano voci al grido di “Scendete!” rivolto agli amministratori riuniti in aula, si agitano i cartelli, dalle scritte non sempre gentili (“Eliminate completamente l’Ic 2!”, oppure, “Disonesti! Ci avete taciuto tutto, che squallore”). Puoi ascoltare la mamma di una ragazzina iscritta alla prima F della Mazzini - plesso Alberoni come una madre che ha figli alla Dante, altrettanto deputati a rientrare nella cerchia dei traslocati. La parole più ricorrente è “continuità” didattica - che verrebbe compromessa dall’ingresso in Ic diversi dalle scuole attuali - in virtù ( o per colpa) del fatto che alcune sezioni di Dante e Frank dovrebbero andare all’ex Pontieri, mentre altre sezioni della Calvino sarebbero destinate all’ex Manifattura. Non aiuta sapere, dicono, che ai Pontieri l’avvio sarà a settembre 2027, in quanto la separazione dal corpo docente presente sarà effettivo già da settembre prossimo.
Le mamme su un punto insistono: noi abbiamo scelto scuole che non si riducono a essere edifici soltanto, ma che sono comunità, relazioni, progetti. E adesso, se il Comune non accoglierà la vibrante richiesta di posticipare la riforma almeno fino a quando le due nuove scuole avranno finalmente visto la luce, tutto questo andrà perso. La piazza lamenta scarsa trasparenza, minima attenzione alle attese delle famiglie, nessuno ascolto. Almeno fino a oggi, fino a quando la marea montante di mamme e docenti si è inerpicata su per lo scalone di Palazzo Mercanti e ha guardato negli occhi gli amministratori.