Il riciclo che funziona: San Pietro in testa, la montagna fatica
I dati riportati da Arpae. A Cadeo il balzo in avanti più evidente
Valentina Paderni
|4 ore fa

Raccolta differenziata
San Pietro in Cerro resta sul gradino più alto del podio, davanti a San Giorgio e Carpaneto. E mentre i tre comuni più virtuosi della provincia confermano le loro posizioni, Cadeo mette a segno il salto più evidente: dal 24esimo posto del 2024, con il 70,9 per cento di raccolta differenziata, sale al nono nel 2025, arrivando all’81,2 per cento. È la fotografia che emerge dalle tabelle ufficiali di Arpae sulla raccolta dei rifiuti urbani, dove l’introduzione della raccolta puntuale comincia a lasciare il segno.
Da gennaio 2027, comunque, anche Alseno passerà alla tariffa puntuale, insieme a Besenzone, Castello, Castell'Arquato, Castelvetro, Gossolengo, Monticelli, Pianello, Ponte dell'Olio, Travo e Villanova.
Nel frattempo, la montagna piacentina, con le sue strade tortuose, i bilanci da lacrime e sangue e le frazioni a volte distanti chilometri le une dalle altre, è uno scenario a sé. Anche quando si tratta di gestione dei rifiuti. Non a caso, i fanalini di coda della “classifica” dei comuni in materia di rifiuti differenziati, resa nota da Arpae, sono Vernasca, in Alta Val d'Arda, e Cerignale, in Alta Val Trebbia.
«È un servizio complicato da gestire. Stiamo cercando di programmare con Iren un passaggio progressivo ad una raccolta porta a porta», spiega GianLuigi Molinari, sindaco di Vernasca. «Ma l’iter è molto lento. Non siamo in pianura, abbiamo territori allungati con una dispersione di abitazioni che si concentrano poco nei centri e molto all’esterno, tra frazioni e case sparse; è una conformazione che ci penalizza. Ma ci arriveremo ad impostare un servizio funzionale e a quel punto speriamo che le statistiche migliorino. Bisogna poi anche dire che la stragrande maggioranza di rifiuti organici da noi viene riutilizzato negli orti, così come tanti di coloro che sono di passaggio sul nostro territorio, anche dai comuni parmensi, riempiono i nostri cassonetti. È sufficiente guardare i contenitori lungo la strada provinciale».

