Lo sport pretesto
 per far conoscere la comunità 
dei senegalesi

Sul campo della Folgore sfide calcistiche ma anche musica, balli e gastronomia

Riccardo Foti
|16 ore fa
Lo sport pretesto
 per far conoscere la comunità 
dei senegalesi
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Khadim e Fallou hanno negli occhi la voglia di chi guarda avanti. Due ragazzi, due storie diverse, un punto in comune: un pallone tra i piedi e la consapevolezza che ogni traguardo passa dall’impegno quotidiano. Sul campo della Folgore, dove sabato si è chiuso il torneo della Comunità senegalese di Piacenza, il calcio è stato molto più di una partita: è stato incontro, amicizia, memoria e futuro.
«Sono venuto qua per costruirmi qualcosa nella vita, non per stare a guardare». Le parole di Fallou Diagne, 26 anni, arrivato a Piacenza quasi sei anni fa dopo un periodo trascorso a Pescara, raccontano bene lo spirito di questi ragazzi. Lavora nella logistica e gioca come portiere nella San Corrado. Il calcio lo accompagna da quando era bambino: «Ho iniziato a fare il portiere a sei anni e ho continuato fino ad oggi». Una passione che lo ha seguito anche nel percorso di integrazione in Italia, insieme al lavoro e alla voglia di trovare il proprio posto nel mondo.
Accanto a lui c’è Khadim Ndiaye, 25 anni, arrivato in Italia dieci anni fa insieme al padre. Oggi fa l’idraulico a Gossolengo, un mestiere imparato attraverso la formazione dopo gli studi al Tutor.