Slow Food e le eccellenze piacentine:"Per l'Expo non avremmo puntato sul pomodoro"
Redazione Online
|11 anni fa


Produttori, ristoratori e vignaioli riuniti nella filosofia della “lumaca”. Il popolo piacentino di Slow Food – l’associazione di Carlo Petrini che da quasi 30 anni diffonde la cultura della biodiversità, difende e divulga le tradizioni agricole ed enogastronomiche di ogni parte del mondo, battendosi contro l’omologazione dei sapori, l’agricoltura massiva e le manipolazioni genetiche – si è ritrovata ieri sera al Melville di San Nicolò, per la presentazione delle guide Osterie d’Italia e Slow Wine, dedicate alle eccellenze piacentine. “Niente classifiche, forchettine, voti o pagelle – hanno spiegato il delegato provinciale Davide Dovati e Fernando Tribi, suo prossimo successore – solo l’esaltazione della cultura della genuinità e del territorio”.
Non è mancato un accenno polemico da parte di Dovati su Expo 2015: “Bizzarra la scelta del prodotto simbolo del territorio locale – ha commentato – vantiamo eccellenti salumi e vini straordinari, ma noi mettiamo in vetrina il pomodoro, un prodotto che non è proprio l’icona per eccellenza della produzione locale”.
Non è mancato un accenno polemico da parte di Dovati su Expo 2015: “Bizzarra la scelta del prodotto simbolo del territorio locale – ha commentato – vantiamo eccellenti salumi e vini straordinari, ma noi mettiamo in vetrina il pomodoro, un prodotto che non è proprio l’icona per eccellenza della produzione locale”.


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