Dalla Germania per immortalare il Garilli
Tre giornalisti tedeschi hanno visitato lo stadio: «Impianto storico, lo metteremo in un libro»
Paolo Borella
|1 mese fa

Il presidente Marco Polenghi (secondo da destra) e l’addetto stampa Riccardo Mazza (primo a sinistra) accolgono i giornalisti tedeschi allo stadio Garilli
Mentre il dibattito sullo stadio Garilli si arricchisce di nuove sfumature, c’è chi è arrivato dalla Germania sognando le luci di via Gorra. Si tratta di tre giornalisti dilettanti di Berlino: hanno 37 anni e si chiamano Pierre Apostel, Constantin Kramer e Jan Streblow.
Nella vita fanno altro, ma la passione per il calcio li ha spinti a visitare decine di impianti in tutta Europa per raccogliere dati, foto e curiosità che saranno pubblicati in un libro nell’estate 2026.
Sono stati ospiti del Piacenza in occasione della sfida vinta contro il Sant’Angelo, accolti dal presidente Marco Polenghi e dal responsabile della comunicazione Riccardo Mazza. «Durante le nostre visite, cerchiamo di rimanere neutrali. Stavolta, anche grazie all’accoglienza del presidente Polenghi, non ci siamo riusciti. Ora siamo tifosi del Piacenza: ogni domenica sui nostri smartphone arrivano le notifiche dei gol della squadra».
Un’esperienza per loro «indimenticabile»: «Perché Piacenza? Perché contano di più lo stadio e l’atmosfera della categoria. Avevamo ricordi magici dei tempi della Serie A, sul campo abbiamo immaginato di rivedere Collina arbitrare o i fratelli Inzaghi segnare un gol. Siamo rimasti impressionati da come città, club e tifoseria siano profondamente legati. Quasi 2.000 spettatori in quarta serie è un numero di tutto rispetto».
Nostalgia al potere come filo conduttore, anche oggi che ci si gioca “solo” una promozione in Serie C: «Grazie al calcio, abbiamo avuto la possibilità di visitare lo splendido centro città e di fare tappa al mercato cittadino. Dello stadio abbiamo apprezzato piccoli dettagli come la biglietteria vecchio stile o la storica pista d’atletica. Rovinata, certo, ma preferiamo quello ad alcuni stadi moderni che sembrano uno fotocopia dell’altro».
Nella vita fanno altro, ma la passione per il calcio li ha spinti a visitare decine di impianti in tutta Europa per raccogliere dati, foto e curiosità che saranno pubblicati in un libro nell’estate 2026.
Sono stati ospiti del Piacenza in occasione della sfida vinta contro il Sant’Angelo, accolti dal presidente Marco Polenghi e dal responsabile della comunicazione Riccardo Mazza. «Durante le nostre visite, cerchiamo di rimanere neutrali. Stavolta, anche grazie all’accoglienza del presidente Polenghi, non ci siamo riusciti. Ora siamo tifosi del Piacenza: ogni domenica sui nostri smartphone arrivano le notifiche dei gol della squadra».
Un’esperienza per loro «indimenticabile»: «Perché Piacenza? Perché contano di più lo stadio e l’atmosfera della categoria. Avevamo ricordi magici dei tempi della Serie A, sul campo abbiamo immaginato di rivedere Collina arbitrare o i fratelli Inzaghi segnare un gol. Siamo rimasti impressionati da come città, club e tifoseria siano profondamente legati. Quasi 2.000 spettatori in quarta serie è un numero di tutto rispetto».
Nostalgia al potere come filo conduttore, anche oggi che ci si gioca “solo” una promozione in Serie C: «Grazie al calcio, abbiamo avuto la possibilità di visitare lo splendido centro città e di fare tappa al mercato cittadino. Dello stadio abbiamo apprezzato piccoli dettagli come la biglietteria vecchio stile o la storica pista d’atletica. Rovinata, certo, ma preferiamo quello ad alcuni stadi moderni che sembrano uno fotocopia dell’altro».
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