"Era gelosa e mi insultava, si inventò che avevo delle armi": donna a processo per stalking
Redazione Online
|1 anno fa

“Andò dalla polizia a raccontare che avevo a casa delle armi e così un giorno due pattuglie si presentarono per una perquisizione. S’inventò quella storia perché era gelosa di me, sosteneva che avessi una relazione con suo marito”.
È il racconto fatto da una donna, chiamata a testimoniare in tribunale durante un processo per stalking. Imputata un’altra donna, conosciuta perché era la mamma di una compagna di classe della figlia.
Insomma, una frequentazione nata grazie all’amicizia tra due bambine, che si sarebbe trasformata in un incubo.
“Mi insultava sia con messaggi sul telefono sia di persona quando mi incontrava davanti alla scuola – ha raccontato in aula la testimone – mi sentivo minacciata e fisicamente in pericolo”.
È il racconto fatto da una donna, chiamata a testimoniare in tribunale durante un processo per stalking. Imputata un’altra donna, conosciuta perché era la mamma di una compagna di classe della figlia.
Insomma, una frequentazione nata grazie all’amicizia tra due bambine, che si sarebbe trasformata in un incubo.
“Mi insultava sia con messaggi sul telefono sia di persona quando mi incontrava davanti alla scuola – ha raccontato in aula la testimone – mi sentivo minacciata e fisicamente in pericolo”.
Gli articoli più letti della settimana
1.
Pitbull azzanna un cagnolino e fugge tenendolo stretto tra i denti
2.
Allarme disordini a Piacenza il 24 ottobre: messaggi in chat al vaglio delle forze dell'ordine
3.
Inciampò e si ruppe la caviglia: Comune condannato a risarcirla con 47mila euro
4.
Rimangono a terra per tutta la notte, soccorsi dai carabinieri due ultranovantenni

