«La mia storia scritta sulla pelle». Tatuatori al Carmine disegnano le vite

Simona Segalini
|5 mesi fa

I suoi esordi professionali risalgono al Novanta quando i tatuatori erano considerate «figure mitologiche, minotauri o unicorni», butta lì sorridendo il padrone di casa, e poi, solo dal Duemila, ha assistito al decollo verticale di una professione che unisce manualità e creatività ai massimi livelli.
Riccardo Piaggio, genovese, è l’energico direttore artistico della Piacenza Tattoo Convention che ha aperto ieri i laboratori nell’ex chiesa del Carmine, dove sono riuniti una settantina di tatuatori e addetti ai lavori ancora fino a stasera. Quasi la metà degli esperti della macchinetta (ma non è l’unico strumento per fissare sulla pelle segni e disegni) sono ragazze. Molti arrivano da scuole d’arte, praticantati, mano ferma, molto occhio e voglia di rubare il mestiere ai veterani. Arrivano da tutto il Paese.
Gli articoli più letti della settimana
1.
«Per 17 anni accanto a mia moglie, ora non c’è più e chiedo giustizia»
2.
«Prigionieri in casa: quei maremmani ancora incustoditi»
3.
Fiorenzuola, mattina di follia al parco: «Lo sputo poi le botte da uno sconosciuto»
4.
Notte di follia a Piacenza, vandalo danneggia 9 auto e scrive pure un insulto sul cofano con il pennarello

