Topi in città, sempre più più interventi di derattizzazione
Nel 2022 erano stati 20, nel 2026 si è già arrivati a quota 95. Nel mirino anche i sacchi di rifiuti abbandonati. La veterinaria: la semplice presenza non comporta un rischio elevato
Thomas Trenchi
|20 ore fa

Topi in città - © Libertà/Thomas Trenchi
I topi si fanno vedere in pieno giorno, attraversano le strade e rovistano tra i rifiuti. A Piacenza le segnalazioni aumentano e i numeri del Comune fotografano una crescita netta delle richieste di derattizzazione: dalle 20 del 2022 alle 28 del 2023, fino alle 48 del 2024 e alle 74 del 2025. Nei primi nove mesi del 2026 si è già arrivati a 95.
Basta scorrere i commenti nel gruppo Facebook “Sei di Piacenza se…”. «Stamattina un topo mi ha attraversato la strada verso le 11, più o meno in via Montebello, all’angolo con via Casteggio», scrive una residente dell’Infrangibile. «Noi, in zona stadio, abbiamo dovuto chiamare per derattizzare», dice un cittadino. Le segnalazioni arrivano anche da via IV Novembre, dove qualcuno dice di averli trovati persino sul terrazzo al secondo piano; da piazzale Torino, nel parcheggio dell’ospedale; e da via Saliceto, alle 16. Poi le zone di Capitolo, Sant’Antonio, via Giordano Bruno, viale Dante e via Torta. La lista degli “sos” è lunghissima.
Tra le ipotesi c’è anche il ruolo della raccolta dei rifiuti. Per il consigliere comunale Massimo Trespidi (civica di centrodestra), «l’aumento delle derattizzazioni in città è inevitabilmente legato al nuovo sistema porta a porta». L’assessora all’Ambiente Serena Groppelli richiama invece il clima: «L’aumento delle temperature favorisce la presenza di specie invasive come scarafaggi, zanzare e appunto topi». E avverte: «La mancanza di senso civico e i rifiuti abbandonati ne favoriscono la presenza».
Ma quanto bisogna preoccuparsi sul fronte sanitario? «La derattizzazione è importante, ma da sola non basta», spiega Maria Grazia Molaschi, dirigente veterinario per la sanità animale dell’Ausl di Piacenza. «Il topo è un animale sinantropo, cioè vive a stretto contatto con l’uomo. Nelle aree più urbanizzate trova facilmente cibo e riparo e una gestione inadeguata dei rifiuti può favorirne la presenza». Niente allarmismi, però: «La semplice presenza di un topo in città non comporta automaticamente un rischio elevato», chiarisce Molaschi. Anche per la leptospirosi, malattia trasmissibile attraverso l’urina dei roditori, «è necessario entrare in contatto con materiale contaminato».

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