Addio a Roberto Porcari, il diacono vigile del fuoco
Era l'unico superstite tra i pompieri che da Piacenza il 9 ottobre 1963 erano corsi a Longarone, dove una montagna, cadendo nel lago creato dalla diga del Vajont, aveva provocato un’onda maledetta che aveva travolto vite e raso al suolo paesi
Elisabetta Paraboschi
|1 mese fa

La sua vita è stata tutta al servizio degli altri. Per lavoro e poi per diletto, ma forse sarebbe più giusto dire per missione perché quella che il diacono permanente Roberto Porcari ha vissuto nei suoi 83 anni lo è stata.
Prima vigile del fuoco, poi impegnato a livello ecclesiale sul fronte della pastorale familiare e delle missioni: da qualche tempo i problemi di salute lo tormentavano, ma non gli avevano impedito - lo scorso anno - di andare alla caserma dei vigili del fuoco a ritirare la targa al merito per «aver operato con indomito spirito di sacrificio, abnegazione, generosità e mirabile sensibilità umana, offrendo il proprio contributo nell’opera di soccorso alle popolazioni colpite».
Era l'unico superstite tra i vigili del fuoco che da Piacenza il 9 ottobre 1963 erano corsi a Longarone, dove una montagna, cadendo nel lago creato dalla diga del Vajont, aveva provocato un’onda maledetta che aveva travolto vite e raso al suolo paesi.

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