«Bene i laghi in Valdarda, che ne è della Valtrebbia?»
Legambiente si chiede perchè siano rimasti sulla carta quelli individuati nel 2007
Federica Duani
|4 ore fa

Il problema, secondo Legambiente Piacenza, non è mettere in discussione l’utilità degli invasi per l’agricoltura, ma chiedersi perché, mentre oggi si celebra la realizzazione di tre nuovi laghi in Valdarda, siano rimasti sulla carta per vent’anni i numerosi laghetti previsti nelle cave della bassa Valtrebbia.
La riflessione arriva dopo l’inaugurazione dei tre nuovi laghi ad uso irriguo nel sistema del distretto Arda, organizzata dal Consorzio di Bonifica Piacenza (su Libertà del 3 settembre). «Una presentazione alla presenza dell’assessore regionale all’Agricoltura e a poco più di un mese dalle elezioni per il rinnovo degli organi consortili», esordiscono dal Circolo piacentino, che ribadisce il proprio sostegno ai piccoli e medi invasi interaziendali e consortili da anni. Una soluzione che, a differenza delle grandi dighe, si è dimostrata concretamente realizzabile: i tre bacini della Valdarda, favoriti dalle risorse del Pnrr, sono costati quasi 13 milioni di euro, ma opere di questo tipo resterebbero compatibili con i finanziamenti cui possono accedere Consorzio, Regione e altri enti attraverso programmi nazionali ed europei.
Da qui l’interrogativo sulla Valtrebbia. I laghetti nelle cave di Rivergaro, Gossolengo, Gragnano e Piacenza erano stati individuati nello “Studio sull’uso sostenibile dell’acqua del Trebbia” del 2007 e successivamente pianificati nel Piano provinciale delle attività estrattive (Piae).

