Ordine professionale per educatori, Corvi: "Garantita apertura di nidi e asili"
Redazione Online
|1 anno fa

“Preoccupati? Un po’ sì come quando c’è un cambiamento. Ma che gli asili non vengano aperti per mancanza di educatori, questo no, non avverrà: è escluso”.
L’assessore ai Servizi sociali Nicoletta Corvi interviene sulla rivoluzione rappresentata dall’entrata in vigore della legge 55/2024 che prevede l’istituzione di ordini regionali per educatori e pedagogisti a cui si dovrà necessariamente essere iscritti per lavorare nei servizi educativi per l’infanzia. La norma sta mettendo letteralmente in crisi diversi Comuni italiani al punto che l’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) ha lanciato l’allarme, chiedendo attraverso gli emendamenti presentati alla commissione Ambiente della Camera l’esclusione del personale educativo da tale obbligo. Il rischio, ventilato dai Comuni e dall’Anci, sarebbe quello di non riuscire a garantire l’apertura di asili nido, micronidi e sezioni primavera delle scuole materne a settembre.
L’assessore ai Servizi sociali Nicoletta Corvi interviene sulla rivoluzione rappresentata dall’entrata in vigore della legge 55/2024 che prevede l’istituzione di ordini regionali per educatori e pedagogisti a cui si dovrà necessariamente essere iscritti per lavorare nei servizi educativi per l’infanzia. La norma sta mettendo letteralmente in crisi diversi Comuni italiani al punto che l’Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) ha lanciato l’allarme, chiedendo attraverso gli emendamenti presentati alla commissione Ambiente della Camera l’esclusione del personale educativo da tale obbligo. Il rischio, ventilato dai Comuni e dall’Anci, sarebbe quello di non riuscire a garantire l’apertura di asili nido, micronidi e sezioni primavera delle scuole materne a settembre.
“A Piacenza, se vogliamo rimanere in ambito nidi, gli educatori impegnati nei servizi sono poco meno di 80 – spiega l’assessora Corvi – ma se consideriamo anche gli altri ambiti, dalla disabilità al disagio adulto solo per fare un paio di esempi, sono qualche decina in più. Siamo in attesa dalla Regione di avere informazioni più specifiche anche perché si deve consentire ai Comuni di poter recepire i contenuti di un cambiamento: la fase transitoria ad oggi non è ben delineata, ma i servizi verranno mantenuti in ogni caso”.
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