Violenta aggressione tra sudamericane per vecchi rancori, due denunce

Madre e figlia picchiano l’ex compagna dell’uomo a colpi di mazza da baseball e mattarello. Denunciate e colpite dal Daspo urbano

Redazione Online
|9 ore fa
Violenta aggressione tra sudamericane per vecchi rancori, due denunce
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Nella notte di domenica 20 settembre il personale della Squadra Volante della Questura di Piacenza è intervenuto a seguito di una segnalazione di una violenta lite tra donne. Secondo quanto ricostruito attraverso i primi accertamenti e testimonianze raccolte sul posto, la vittima stava uscendo da un locale della zona insieme ad alcuni conoscenti quando è stata raggiunta da altre due donne, mamma e figlia.
Le due assalitrici, parzialmente travisate, armate di una mazza da baseball in legno e di un mattarello, hanno aggredito violentemente la donna colpendola ripetutamente alla testa.
Nonostante il tentativo dei presenti di disarmarle e separare le parti, le due si sono accanite anche contro un’autovettura in sosta prima di fuggire a piedi. La Polizia ha recuperato le armi abbandonate e le due donne assalitrici sono state successivamente individuate e bloccate dagli operatori.
Portate in Questura, è emerso il retroscena: le due fermate sono madre e figlia, rispettivamente madre e sorella dell’ex compagno della vittima. L’aggressione è stata la resa dei conti di svariate e mai risolte diatribe familiari, sfociate in una vera e propria spedizione punitiva. Alla luce dei riscontri, entrambe le donne sono state denunciate in stato di libertà alla Procura della Repubblica per il reato di lesioni aggravate in concorso e porto di armi od oggetti atti ad offendere.
Inoltre, vista la gravità della loro condotta davanti a un locale pubblico e per tutelare la sicurezza delle persone e prevenire eventuali altri episodi da parte delle due donne, il questore ha emesso il provvedimento del Daspo urbano, notificando loro il divieto di accedere e di stazionare nei pressi dei pubblici esercizi o locali di pubblico trattenimento per la somministrazione di viveri e bevande che si trovano a Piacenza, all’interno di un’area delimitata, che comprende il luogo in cui si è verificato il grave episodio, per la durata di due anni.