Parte il restauro della balenottera, 
«E il museo presto riaprirà»

Il cetaceo fossile di Castell'Arquato sarà rimesso a nuovo. L’assessore Boselli annuncia: «Lavori nelle sale quasi finiti»

Federica Duani
|6 ore fa
Carlo Francou durante gli scavi del 1986
Carlo Francou durante gli scavi del 1986
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Fece il giro delle cronache nazionali il balenotteride di Bacedasco rinvenuto nella primavera del 1986 sui calanchi del Monte La Ciocca di Bacedasco: oggi è custodito al museo geologico Giuseppe Cortesi di Castell'Arquato e la Sovrintendenza, entro il 2026, lo restaurerà. Ad annunciarlo è Alessandro Freschi, da marzo co-direttore scientifico del museo con Andrea Santi.
A coordinare i lavori di restauro è la dottoressa Francesca Vallè, paleontologa sovraintendente, che sottolinea come i lavori di consolidamento conservativi dei reperti di proprietà statale siano a cura del ministero della Cultura all’interno del programma triennale dei lavori pubblici (2026-2028), per l’anno 2026. Oltre al consolidamento, previsti pulizia e ricostruzione di eventuali parti distaccate con il tempo.
Il passo successivo? Riaprire il museo geologico, chiuso dall’autunno 2024 per lavori di riqualificazione. L’assessore al Turismo Umberto Boselli rassicura: «I lavori sono in fase di ultimazione, mancano una quindicina di giorni. Poi ci organizzeremo per l’immediata riapertura».
I resti della balenottera
I resti della balenottera
Il direttore del museo Alessandro Freschi
Il direttore del museo Alessandro Freschi