«I droni della polizia locale? Nessuno spreco, li useremo per i rilievi degli incidenti»
Il Comune di Piacenza risponde alle accuse del consigliere Zandonella: «Non sono ancora entrati in funzione, servono ancora autorizzazioni, formazione e procedure tecniche»
Redazione Online
|3 ore fa

I droni acquistati dal Comune di Piacenza per la Polizia Locale non sono ancora entrati in funzione, ma non perché inutilizzabili o acquistati senza possibilità di impiego. A chiarirlo è l’amministrazione comunale, che interviene dopo le polemiche sollevate dal consigliere comunale Luca Zandonella sul presunto spreco di denaro pubblico. Secondo quanto spiegato dal Comune, i dispositivi potranno essere utilizzati solo dopo il completamento di una serie di iter tecnici, formativi e autorizzativi indispensabili per legge.
«Non serviranno per la sorveglianza»
Al centro della discussione c’è una circolare della Prefettura di Lecce richiamata dal consigliere, secondo cui i droni non potrebbero essere impiegati dalla Polizia Locale per attività di controllo del territorio.
Il Comune precisa però che quella disposizione riguarda un ambito specifico: le attività autonome di ordine e sicurezza pubblica, come pattugliamenti dall’alto o sorveglianza preventiva.
«Non esiste alcun divieto generale all’utilizzo dei droni da parte della Polizia Locale», chiarisce Palazzo Mercanti, sottolineando che i velivoli acquistati a Piacenza non saranno usati per monitoraggi sistematici o controlli generalizzati.
Utilizzo previsto per gli incidenti stradali
L’impiego principale dei droni sarà invece legato ai rilievi dei sinistri stradali tramite fotogrammetria.
In pratica, i dispositivi verranno attivati «on demand», cioè solo in caso di incidente e limitatamente all’area interessata dal sinistro, per il tempo strettamente necessario alle operazioni tecniche.
L’obiettivo è quello di ottenere ricostruzioni più precise delle dinamiche degli incidenti, migliorando la documentazione tecnica a disposizione degli agenti.
Ancora da completare formazione e autorizzazioni
Il Comune spiega inoltre che, prima dell’avvio operativo, è necessario completare diversi passaggi: formazione degli operatori, attestati, assicurazioni, registrazioni, protocolli interni e valutazioni privacy legate al trattamento dei dati.
Proprio questi adempimenti sarebbero la ragione del mancato utilizzo fino a oggi.
L’amministrazione sottolinea anche che il percorso avviato nei mesi scorsi rientra in un progetto di innovazione per cui è stato richiesto un finanziamento regionale e nel quale Piacenza dovrebbe avere il ruolo di «comune pilota» per altri enti locali.
La replica alle accuse di spreco
Da Palazzo Mercanti arriva quindi una risposta netta alle accuse dell’opposizione: «Presentare come inutile un acquisto solo perché i dispositivi non sono ancora stati utilizzati significa confondere la prudenza amministrativa con l’inutilità».
Il Comune ribadisce che i droni entreranno in funzione solo dopo il completamento di tutti gli adempimenti previsti e nel rispetto delle competenze attribuite alla Polizia Locale.

