Premio della Bontà, a Lugagnano un litigio dopo l'altro

Dopo che il sindaco di Lugagnano aveva reso pubblico per errore il messaggio in cui non voleva Papamarenghi, ora è la minoranza ad annunciare la diserzione

Federica Duani
|3 ore fa
Una delle passate edizioni del Premio della Bontà
Una delle passate edizioni del Premio della Bontà
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Non si placa la polemica a Lugagnano sul Premio della Bontà, che verrà conferito come da tradizione il 6 gennaio a Rustigazzo, dove l’iniziativa aveva esordito la prima volta nel 1984. Durante l’ultima seduta consiliare è emersa una frattura sempre più netta tra maggioranza e minoranza: «Viste le premesse di cronaca, annunciamo che non parteciperemo quest’anno all’iniziativa. Ci dissociamo e rendiamo pubblica questa posizione», ha dichiarato il portavoce di minoranza Andrea Bonfanti. Parlando di “premesse di cronaca”, Bonfanti si riferiva al messaggio WhatsApp che per sbaglio il sindaco Antonio Vincini aveva reso visibile a tutti i contatti: nel messaggio chiedeva alla presidente della Provincia, Monica Patelli, di non delegare Jonathan Papamarenghi in sua rappresentanza alla prossima consegna del Premio della Bontà (lo abbiamo riferito su Libertà del 29 dicembre). Secondo Bonfanti, il significato del Premio della Bontà sarebbe stato così «snaturato e politicizzato. Esprimiamo solidarietà a Papamarenghi, ex sindaco di Lugagnano e consigliere provinciale che abita proprio a Rustigazzo».