Record di arrivi e di pernottamenti, crescono i tedeschi calano i giapponesi

In un anno 292mila persone si sono fermate sul territorio almeno per una notte. L’analisi della Provincia non comprende le visite in giornata

Federico Frighi
Federico Frighi
|4 ore fa
Vigoleno
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Il 2025 si è rivelato un anno positivo per il turismo piacentino. Si sta parlando di chi ha pernottato almeno una notte in una struttura del territorio. Non del turismo “mordi e fuggi”. L’analisi dei dati a consuntivo conferma – migliorandoli - i buoni risultati già visti nel primo semestre con gli arrivi che passano da un tendenziale di +8,4% a un +9,7% finale, e le presenze da +8,4% a +11,4%, archiviando di fatto la deludente prestazione del 2024, quando entrambe le variabili avevano riportato variazioni in campo negativo. Il ritmo di crescita è risultato inoltre tra i più elevati nel panorama regionale, dove i turisti aumentano mediamente del 7,8% ed i pernottamenti del 3,9%. L’analisi è dell’Ufficio statistico della Provincia di Piacenza su dati della Regione Emilia-Romagna.
I dati tuttavia devono essere letti alla luce di ciò che veramente avviene ogni giorno nell’ospitalità piacentina. Noi lo abbiamo chiesto a Ludovica Cella, presidente di Federalberghi Piacenza, e figura esperta del settore. Ne parla nell’articolo a fianco. Qui, del suo pensiero, ci basti anticipare come il cuore del turismo piacentino - osserva Cella - «sia nelle presenze legate all’industria, agli eventi fieristici, alle manifestazioni sportive come i campionati italiani di scherma». E come sia fondamentale «distinguere tra turismo ed escursionismo: il primo si ferma sul territorio e monetizza a 360° (per questo è da sostenere), il secondo è solo un mordi e fuggi quotidiano». Ancora: «I margini di crescita ci sono, ma servono investimenti come le mostre su Klimt nel 2022 e sul Guercino nel 2017, fondamentali per fare traino».