Sono tornate in cielo le gru e la nuova rotta passa di qui

Provengono dal Nord e dall’Est Europa e d’autunno migrano per svernare in luoghi meno freddi

Redazione
|8 ore fa
Foto Angelo Battaglia
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di Angelo Battaglia
l In questi giorni molti di noi avranno avuto l’occasione di poter ammirare grandi stormi di uccelli che volano in formazione con il collo proteso in avanti e le lunghe zampe tenute distese dietro la coda, spesso, prima di vederle, si possono udire i loro caratteristici versi che servono a loro per mantenersi in contatto: sono gru in migrazione.
Possono volare anche di notte e seguono rotte di migrazione tramandate da generazione in generazione e che possono essere modificate nel tempo a seconda delle condizioni meteorologiche, della disponibilità di cibo, della persecuzione da parte dell’uomo e di altri fattori.
Questi grandi e magnifici uccelli provengono dal nord e nord est dell’Europa dove hanno nidificato; Russia settentrionale, Scandinavia, Finlandia, Paesi baltici .
In autunno le gru migrano da questi territori volando per migliaia di chilometri verso sud-ovest per svernare nella Francia meridionale, la Spagna, l’Africa, una parte sorvola la Pianura padana e già da diversi anni qualche gruppo sverna anche nel Piacentino, preferibilmente nelle zone golenali lungo il Po nutrendosi specialmente nelle stoppie di mais lasciate dagli agricoltori.
La maggior parte delle gru che passano da noi in questo periodo si dirige verso ovest, verso la Francia e la Spagna mentre altre si infilano nelle valli appenniniche verso la Liguria per poi proseguire verso ovest.
Tra febbraio e marzo ritorneranno nei loro Paesi d’origine senza bisogno di documenti per passare le varie frontiere, almeno loro sono libere di volare e andare dove la loro natura le porti.
Foto Angelo Battaglia
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