Torna a splendere l'antica chiesa di Santa Brigida

Sono terminati i lavori di ristrutturazione che hanno tenuto chiuso il tempio di piazza Borgo per oltre un anno. La cerimonia per l'Immacolata Concezione

Pier Paolo Tassi
|2 mesi fa
La chiesa di Santa Brigida - © Libertà/Pier Paolo Tassi
La chiesa di Santa Brigida - © Libertà/Pier Paolo Tassi
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Lo strato spesso di tinteggiatura al quarzo che aveva messo in sofferenza anche i muri portanti non c’è più, sostituito da una tinta più chiara che dona nuova luce agli ambienti. Tutte le opere murarie, compresi i finestroni che guardano all’esterno, sono state profondamente restaurate, così come la cappella del ‘700 dedicata al crocifisso che fa capolino dalla navata destra. I lavori di ristrutturazione della chiesa di Santa Brigida, firmati dagli architetti Marcello Spigaroli e Ilaria Fanzini, iniziati a luglio 2024 per ridare dignità alla parrocchia e completati grazie a un investimento complessivo di circa 300mila euro, sono ufficialmente terminati.
Ma è solo a pochi minuti all’inizio della celebrazione dell’Immacolata Concezione, che sancisce la riapertura ufficiale ai fedeli, che il loro impatto si fa sentire in tutta la sua forza. Quando, cioè, una giovane fedele appena entrata, porta le mani alla bocca per trattenere un sussulto di stupore alla vista volte ad arco completamente rinnovate, incontrando una mano protesa e lo sguardo commosso di Maria Cristina Roveda, un’altra parrocchiana che le si fa incontro: «Ci è costato tanto, tanto lavoro. Ma per noi questa Chiesa è un pezzo di vita. Il nostro cuore è qua».
Un messaggio che rilancia poco dopo anche il parroco don Paolo Capra, sommerso di domande ieri, non appena riaperto dopo più di un anno, il portone della Casa del Signore all’incrocio tra Piazza Borgo e Via Castello al pubblico.
«Sentivamo l’urgenza di ridonare alla comunità uno spazio di preghiera, ma anche di incontro. Abbiamo pensato a Santa Brigida come a uno spazio di luce che fosse anche bello da vedere perché anche noi possiamo essere artefici di bellezza e abbiamo la responsabilità di custodire ciò che ci è stato dotato», dice ai microfoni di “Libertà”. Prima di cedere la parola poco dopo a don Riccardo Lisoni, ex parroco di San Giovanni e Santa Brigida passato poi a San Savino, che lo stesso don Paolo ha voluto fortemente qui per officiare la prima messa in occasione di una delle solennità più importanti del calendario liturgico.

La storia della chiesa

Si affaccia su piazza Borgo, custodendo una storia che affonda le radici nel IX secolo. Esisteva già la chiesa di Santa Brigida quando, nell’850, fu donata dal vescovo Donato di Fiesole, di origine scozzese, a Bobbio, affinché diventasse luogo di sosta per i pellegrini che passavano da Piacenza per andare a visitare il monastero di San Colombano. Le prime notizie che citano Santa Brigida come parrocchia, tuttavia, risalgono al 1.135. Cinque anni prima che la Chiesa, come l’intero borgo, venissero distrutti da un incendio nel 1.140 e quindi completamente ricostruiti. L’edificio fu poi teatro di un evento storico di rilievo il 21 gennaio 1.185: la ratifica della Pace di Costanza da parte della Lega Lombarda. In epoca moderna, la chiesa venne chiusa durante l’occupazione napoleonica e utilizzata come magazzino di sale tra il 1812 e il 1817. A fine Ottocento, la facciata fu rifatta in stile neogotico su progetto dell’architetto Perreau. Oggi l’edificio presenta una facciata a vento monocuspidata con mattoni a vista, mentre l’interno, a pianta basilicale a tre navate, ospita opere pittoriche di pregio, tra cui una tela del Cavalier Ferrante che raffigura il miracolo di Santa Brigida che guarisce una cieca. Oltre alla storia architettonica, la chiesa evoca la figura della sua titolare, Santa Brigida d’Irlanda (450-525 circa), figura cardine dell’evangelizzazione cristiana. Brigida fu badessa e fondatrice di numerosi conventi. Il suo impegno per diffondere il Vangelo fu capillare, organizzando la vita monastica femminile e offrendo rifugio ai poveri in un’Europa segnata da un periodo di forte scristianizzazione. La chiesa piacentina si inserisce in un contesto di fondamentale importanza per i percorsi di fede europei: si trovava, infatti, proprio fuori dall’antica porta di S. Brigida, attraversata dalla storica Via Francigena. Questa antica via di pellegrinaggio, che collegava Canterbury a Roma, passava per Piacenza, che fungeva da luogo di sosta, assistenza e ristoro per i pellegrini.