Turismo piacentino in aumento, +8,7% nei primi sei mesi
Tassi di crescita per arrivi e presenze tra i più elevati nel panorama regionale
Redazione Online
|7 ore fa

I primi sei mesi dell'anno in corso vedono il turismo piacentino proseguire lungo un sentiero di sviluppo post-pandemico piuttosto consolidato (interrottosi solo nel 2024), riportando ancora variazioni positive degli arrivi e delle presenze, e tassi di crescita che risultano tra i più elevati nel panorama regionale. Lo rende noto l'Ufficio Statistica della Provincia di Piacenza, presentando i risultati delle elaborazioni effettuate sui dati (provvisori) relativi ai flussi turistici nel primo semestre del 2026, pubblicati dalla Regione per tutte le province emiliano-romagnole.
A confronto con il primo semestre del 2025, i turisti sono infatti aumentati dell'8,7%, contro una media dell'1,4% in Emilia-Romagna, ed i pernottamenti del 5,8%, quasi il doppio rispetto al +3,1% regionale. Anche in questa occasione Piacenza fa meglio dei cugini emiliani di Parma, per i quali si rileva invece una contrazione nell'ordine del 2-4 per cento di arrivi e presenze.

Le variazioni percentuali vanno comunque lette anche alla luce dei valori assoluti. Piacenza resta infatti la provincia emiliano-romagnola con i flussi turistici più contenuti (circa il 2% degli arrivi e delle presenze registrati a livello regionale), e su una base di queste dimensioni anche incrementi relativamente modesti si traducono in tassi di crescita piuttosto elevati.

Come si osserva nel grafico, le circa 17.200 presenze in più messe a segno da Piacenza risultano inferiori a quelle guadagnate da Rimini (circa 225mila), Forlì-Cesena (140mila circa), Bologna (68mila), Ferrara (58mila) e Ravenna (circa 23mila), mentre fanno peggio Reggio Emilia (5mila), Modena e Parma (in calo). Più favorevole risulta invece il quadro relativo agli arrivi, dato che con circa 12mila turisti in più Piacenza si colloca a metà della graduatoria regionale (al quarto posto, dopo Rimini, Bologna, e Forlì-Cesena), e davanti a realtà come Ferrara, Modena, Ravenna, che pure contano un numero di arrivi molto superiore a quello piacentino.

Passando nel dettaglio ai dati, durante i primi sei mesi del 2026 nel complesso degli esercizi ricettivi gli arrivi si sono attestati a 150.025, mentre le presenze sono state 314.283. A seguito delle variazioni rilevate, con i turisti che percentualmente crescono di più dei pernottamenti, la permanenza media scende da 2,15 a 2,09 giorni (comunque superiore agli 1,93 giorni registrati prima del Covid, nel 1° semestre 2019).
In particolare, negli esercizi alberghieri sono stati conteggiati 99.626 arrivi e 180.499 presenze, entrambi in crescita sul 1° semestre 2025 di un significativo 9%. Anche la variazione degli arrivi riferiti agli esercizi “extra-alberghieri” (in totale 50.399) è stata del +9%, mentre le presenze (133.784) si sono fermate a +2%, segnalando un sensibile calo nel ritmo di espansione rispetto al 1° semestre 2025 e a quelli precedenti. Dal punto di vista invece della provenienza dei turisti, sono aumentati sia gli italiani, +9% a livello di arrivi (105.907) e +5% in termini di pernottamenti (225.198), sia i turisti stranieri, con gli arrivi (44.118) e le presenze (89.085) che crescono entrambi di circa l’8 per cento.
Nel complesso (con l’unica eccezione delle presenze extra-alberghiere), anche in questa occasione emergono quindi variazioni positive piuttosto consistenti dei flussi turistici piacentini nella prima metà del 2026. Il quadro continua inoltre ad essere soddisfacente anche nel confronto con il pre-covid, dato che adesso solo gli arrivi del comparto alberghiero risultano al di sotto (seppur di poco) dei livelli del primo semestre 2019. Va qui sottolineata soprattutto la prestazione del comparto extra-alberghiero, che ha sostanzialmente raddoppiato i valori pre-pandemici a livello di arrivi e aumentato dell’80% i pernottamenti; bene comunque hanno fatto anche gli stranieri, cresciuti in media del 35-40 per cento.

Considerando l’evoluzione mensile delle presenze complessive nella prima metà del 2026 si osservano, rispetto all’analogo semestre del 2025, tassi di variazione sempre positivi, nell’ordine del 4-7 per cento nei mesi del primo trimestre (gennaio-marzo), mentre nel secondo trimestre è stata la prestazione del mese di maggio (+12,1%) a compensare i risultati meno brillanti di aprile (+2,8%) e soprattutto di giugno (+2,3%), mese “pesante” dal punto di vista dei pernottamenti.
Più nel dettaglio, la domanda turistica rivolta al settore alberghiero ha registrato incrementi significativi in tutto il periodo, particolarmente nel primo trimestre (+6% in gennaio, +11,5% in febbraio, +14,1% in marzo) e comunque con un buon ritmo anche nei mesi successivi, quelli più consistenti dal punto di vista numerico, segnando variazioni comprese tra il +5 (giugno) e il +9 per cento (aprile e maggio). La debole dinamica espansiva delle presenze evidenziata dal settore extra-alberghiero (+1,8% tendenziale nel complesso del primo semestre) si deve invece all’evoluzione negativa che si osserva a febbraio (-6,2%), marzo (-2,9%), aprile (-3,9%) e giugno (-0,4%), bilanciata però dalle variazioni positive di gennaio (+4,9%) e specialmente maggio (+16,6%).

Considerando d’altra parte la provenienza dei turisti, le presenze degli italiani (cresciute in media del 5,1% e che incidono per oltre il 70% del totale), hanno avuto un buon riscontro sempre a maggio (+9,1%), con oltre 4mila pernottamenti in più rispetto al 2025, così come i turisti provenienti dall’estero, con le presenze degli stranieri in crescita di ben il 18,6% (+3.500 circa), al contrario di aprile (-1,8%) e giugno (-1,1%), che risultano in flessione.

Per quanto riguarda invece l’analisi a livello territoriale, occorre precisare che la pubblicazione nei file-origine dati dei tassi di copertura elaborati dalla Regione (cfr. la nota 1) ha comportato l’oscuramento – a causa del mancato rispetto delle soglie minime previste - di diversi comuni e di diversi ambiti (l’Appennino e la collina) precedentemente considerati.

La distribuzione spaziale degli arrivi e delle presenze nel primo semestre 2026 (e il confronto con i rispettivi dati del 2025) risulta quindi possibile solo con riferimento a Piacenza, Castel San Giovanni, Fiorenzuola e Rivergaro, mentre tutti gli altri contesti vengono riuniti nella voce “Altri comuni”. L’analisi evidenzia come i movimenti turistici si siano concentrati per il 55% nel capoluogo Piacenza, per il 5-6% a Castel San Giovanni e per il 6-7% a Fiorenzuola, con i restanti comuni piacentini che hanno inciso per il 33-34 per cento circa.
Gli ambiti più dinamici in termini di variazione delle presenze tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026 sono stati Castel San Giovanni (+17%), Rivergaro (+14%) e il gruppo degli Altri comuni (+12%); Piacenza non riesce invece ad andare oltre a un +2% (circa 3mila pernottamenti in più), nonostante l’incremento del 12% degli arrivi. Come illustra bene il grafico, ha inciso sul risultato del capoluogo soprattutto l’evoluzione negativa registrata nel mese di giugno (-3,4%), che ha vanificato gran parte dei guadagni messi a segno nei mesi precedenti.

Passando in conclusione alle dinamiche di lungo periodo, i dati relativi al primo semestre del 2026 confermano il consolidamento – al di là delle difficoltà sempre presenti a livello macroeconomico e geopolitico - del trend ascendente del turismo piacentino nella fase post-covid, grazie anche all’evoluzione positiva che hanno sperimentato in questa occasione i comparti quantitativamente più consistenti della domanda, cioè l’alberghiero e la componente italiana, mentre sembra aver perso un po’ di smalto il settore extra-alberghiero, che aveva mostrato nei semestri passati una capacità di crescita molto più elevata.

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