Boldi “Deluso da Avati, mi ha sostituito senza avvisarmi”

11 agosto 2020


(ANSA) – ROMA, 11 AGO – “Ho appreso della scelta di Pupi Avati di sostituirmi proprio dal mio amico fraterno Renato Pozzetto, che ha preso il mio ruolo, me lo ha detto il giorno del suo compleanno. Una scelta che mi trova d’accordo, è il mio maestro, ma avrei preferito che Pupi mi facesse una telefonata per dirmelo, e invece…”. Massimo Boldi affida in una intervista esclusiva pubblicata dal settimanale “Chi” nel numero in edicola da mercoledì 12 agosto la sua amarezza per quella che ritiene una ingiustizia da parte di un suo vecchio amico, il regista Pupi Avati. Massimo Boldi avrebbe dovuto interpretare il papà di Vittorio Sgarbi nel film dedicato ai genitori del critico d’arte. La pellicola era ispirata al libro Lei mi parla ancora, che Giuseppe Sgarbi ha scritto pensando alla moglie Rina Cavallini, scomparsa dopo 65 anni d’amore. Una scelta che aveva messo tutti d’accordo, a partire da Vittorio, che chiamava già “papà” Boldi, vista la straordinaria somiglianza con suo padre. «A primavera 2019, sono stato contattato da Pupi Avati e da suo fratello Antonio, produttore, per fare un film sulla storia dei genitori di Vittorio Sgarbi», racconta Boldi «A giugno dell’anno scorso mi è arrivata la sceneggiatura, le riprese erano previste per ottobre-novembre 2019. Sono rimasto a disposizione quasi un anno (…) Ci siamo visti dopo la quarantena, che aveva bloccato per mesi tutte le produzioni. Il 6 luglio ho fatto la prova costume. Ma non ho saputo più nulla”. Il 14 luglio, giorno del compleanno di Pozzetto, Boldi lo chiama per fargli gli auguri. “E’ stato lui a dirmi che come regalo di compleanno aveva accettato di recitare in un film che dovevo fare io. Sono rimasto come un coglione. Per me una stretta di mano vale più di un contratto”. E la reazione di Avati? “Gli ho scritto un messaggio per chiedergli come avremmo fatto a spiegare ai giornali questo cambio in corsa e lui mi ha risposto: ‘Fai come vuoi’ ” (ANSA).

© Copyright 2020 Editoriale Libertà