Bunuel in 2d per raccontare violenza della realtà

03 Marzo 2020

(di Francesca Pierleoni) (ANSA) – ROMA, 03 MAR – Un mondo affamato, di bambini stipati nelle scuole e negli orfanotrofi, dove la violenza della natura e l’indifferenza delle istituzioni colpiscono senza pietà uomini, donne e animali. Una realtà sconvolgente che un maestro del cinema come Luis Buñuel , da autore trentenne, racconta a inizio anni ’30, nel suo documentario Terra senza pane (Las Hurdes) dopo aver rotto il legame artistico con l’amico, compagno nelle avventure surrealiste di Un Chien Andalou e L’age d’or. Un percorso coinvolgente e profondo, d’uomo e d’artista, raccontato in animazione 2d da ‘”Buñuel – Nel labirinto delle tartarughe’, il film di Salvador Simo’, nelle sale italiane con Draka Distribution dal 5 marzo, vincitore fra gli altri dell’European Film Award e del Goya come miglior lungometraggio d’animazione e dei premi della giuria e per la colonna sonora all’Annecy International Animated Film Festival. Traendo ispirazione dell’omonima graphic novel di Fermín Solís, il film è anche il racconto di una grande amicizia, quella tra Buñuel e lo scultore, pittore e scrittore anarchico Ramon Acin, che per aiutare il regista (rimasto senza finanziatori dopo le polemiche per le sue opere surrealiste) produsse il documentario con soldi vinti alla lotteria. Acin morirà pochi anni dopo, nel 1936, durante la Guerra Civile Spagnola, fucilato dai fascisti, che riservarono lo stesso destino 17 giorni dopo anche alla moglie dello scultore. (ANSA).

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