Covid: aziende fuochi artificio, 6.000 lavoratori a rischio

14 Dicembre 2020


(ANSA) – ROMA, 14 DIC – Senza feste religiose e matrimoni, ‘diffidato’ dalle ordinanze anti-botti dei sindaci più intransigenti, il mondo degli spettacoli pirotecnici rischia il collasso, con il colpo di grazia di un Capodanno più silenzioso che mai. A lanciare l’allarme è Vincenzo Martella, membro dell’Anisp, uno dei sindacati che rappresenta le imprese del settore che nei giorni scorsi ha anche inviato una lettera al governo in cui lamenta l’errata applicazione del decreto ristori per le loro aziende. “Gli indennizzi – spiega Martella – sono calcolati sul fatturato di aprile, quando di fatto noi non lavoriamo. Quindi lo zero di zero è zero”. “Con l’assenza di feste patronali, di matrimoni e di feste natalizie finiremo nel baratro – sottolinea -. Ci sono 6.000 persone che rischiano il posto di lavoro, per un indotto che fattura ogni anno 1,2 miliardi di euro”. ‘Anisp lancia poi un appello ai sindaci oltranzisti, chiedendo di ritirare le ordinanze che vietano non solo l’utilizzo dei fuochi pirotecnici ma anche la vendita. “Sono decine le amministrazioni che hanno adottato tali provvedimenti – conclude Martella -. Noi lavoriamo nella legalità, rispettando tutte le normative europee, comprese quelle sui decibel. Non vogliamo essere dipinti come i terroristi del Capodanno, ma come artisti che offrono emozioni”. (ANSA).

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