L’ho assaggiato per voi: “Pfalz Cuvée Weiss “Villa Bürklin” 2017″, un Riesling tedesco che parla piacentino

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Assaggiando un sontuoso bianco tedesco che parla un po’ piacentino. La cantina produttrice è tra le più conosciute della zona – Dr. Bürklin-Wolf – nata “solo” nel 1597 nella parte settentrionale del Palatinato, cioè in un territorio dove i romani hanno iniziato a coltivare la vite circa 2000 anni fa e dove parlare di vino significa parlare di Riesling, anzi, di Riesling tra i migliori del mondo. In questo caso con il valore aggiunto di giovane enologo e responsabile della cantina (o se preferite kellermeister) Nicola Libelli, piacentino purosangue, già intervistato su questa rubrica.

Recentemente , in quel santuario delle chicche enologiche che si chiama Enoteca Renato, ho acquisito alcune bottiglie di Dr. Bürklin-Wolf tra cui lo Pfalz Cuvée Weiss “Villa Bürklin 2017. Prima di tutto: non vi spaventate per il tappo stelvin, stiamo parlando di un’eccellenza: un meraviglioso blend di Riesling, Weißburgunder e Sauvignon blanc.

Si parte da un giallo paglierino carico e molto luminoso, ma anche da un naso intensamente aromatico con frutta e fiori tra i quali potete distintamente riconoscere mela, pera e fiori bianchi. Ma lo “sballo” assoluto è l’assaggio: ingresso fresco e sapido per apprezzare poi l’incredibile succosità, ma anche la solidità e la struttura della beva, con una piacevole persistenza aromatica. L’ho abbinato a “polpo grigliato servito con una crema di broccoli e crostini” con una perfetta resa. E mi sono ripromesso di comprarne almeno altre sei bottiglie! Ma anche di visitare in futuro questa straordinaria porzione di Germania, che non a caso confina con l’Alsazia, di cui enologicamente è una naturale prosecuzione. Lungo la Deutschen Weinstraße: 85 chilometri di vigne che collegano Schweigen-Rechtenbach, confine al sud con l’Alsazia, e Bockenheim su a nord. Nella patria del Riesling, quello potente e longevo, al cui successo internazionale contribuiscono il microclima unico, sia per escursione termica che per temperature, ma anche il sottosuolo dalla composizione estremamente variabile.

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Nicola Libelli

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