Taberna Movida, un gustoso spicchio di España in centro città

Di Giorgio Lambri 25 Luglio 2021

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Paella e sangria nella terra degli anolini e del Gutturnio. Non poche perplessità, peculiarmente piacentine, hanno certamente accompagnato nell’ottobre del 2002 la decisione di Pietro Merlini di aprire la Taberna Movida, uno spicchio di Spagna all’ombra del Gotico, di fianco alla pizzeria Tosello, in via Daveri. Ma per fortuna lui e i tre amici suoi soci nell’impresa non hanno voluto sentire ragioni. “Fino a quel momento io come mestiere facevo il programmatore di macchine utensili, anche per grandi aziende piacentine come la Mandelli e la Secmu – racconta Pietro – ma nel 2001 avevo deciso di prendermi un anno sabbatico ed è stato proprio in quel periodo che ho maturato la decisione, complice anche la mia passione per la Spagna, dove avevo trascorso parecchie vacanze tra la Catalunya, la regione Basca e il sud del Paese”.
A convincere Pietro i suoi amici fu anche Miguel, amico che da anni importa dalla Spagna vini e cibi: “Ci suggerì di aprire un ristorante etnico e naturalmente ci rifornì della materia prima, oltre ad aiutarci nella predisposizione degli arredi” racconta Pietro. Così nasce il ristorante spagnolo, che incontra subito la curiosità e il gusto di tanti piacentini. “Andammo a cena alla Taberna Basca di Milano – ricorda ancora Pietro – è il titolare ci aiutò nella realizzazione del nostro progetto. Ricordo che era un vecchio giocatore di pelota che, arrivato a Milano per disputare un torneo, non era mai più ripartito ed aveva aperto il ristorante. Ci regalò anche quella chistera (la tipica racchetta ricurva fatta di vimini intrecciati) che vedete appesa all’interno del locale”.
Uno dei mille oggetti colorati disseminati nelle due sale e alle pareti, a cominciare dal toro in ferro dell’ingresso “che abbiamo intagliato noi con la fiamma ossidrica” precisa Pietro, che nei primi anni di gestione ha perfezionato la conoscenza di una materia per lui assolutamente nuova anche con corsi e stage in Spagna. “Siamo partiti molto bene – spiega – temevamo la naturale diffidenza dei piacentini verso il nuovo e invece è arrivata tanta gente di tutte le età, c’è stata subito curiosità per un’alimentazione fino a quel momento sconosciuta. Ovviamente abbiamo dovuto fare delle correzioni in corsa, ad esempio cancellando dal menù qualche piatto “estremo” che non incontrava il gradimento dei clienti tipo le palle o la coda del toro”. E nel frattempo gli amici degli inizi hanno mollato il mazzo ed è subentrato l’attuale socio, Marco Tacchi.
Il locale si è “allargato” con un dehor su via Daveri, alle cene si sono affiancati gli aperitivi spagnoleggianti, ma non solo: i due soci hanno iniziato ad “esportare” la Taberna presso sagre di paese, feste di bar e di quartiere, dove si presentano con un maga paellera da cento chili e fiumi di birra e sangria. La paella del Movida è semplice e gustosa, si può scegliere tra carne, pesce, verdure, la versione con il riso nero, sempre croccante e preparata sul momento. Le tapas sono l’allegra entrée della serata, ma, dimenticando per una sera i nostri Dop, si può optare anche per salumi iberici tipo Pata Negra o Serrano, cecina de Leon (carne bovina stagionata e affumicata, tipo bresaola) o morcòn (salume di maiale molto simile al chorizo). Oppure virare sulla carne alla griglia, con tagli irlandesi, argentini e australiani di ottima qualità. Il tutto con un corretto rapporto qualità-prezzo per cui una cena basica con tapas, generosa paella e sangria non arriva ai trenta euro.

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