Piacenza

Halloween, “Ambiguità ed esoterismo che portano al neopaganesimo”

30 ottobre 2013

Halloween

Riceviamo e pubblichiamo un contributo/commento sulla festa di Halloween e sulla scuola dell’infanzia dell’Istituto Comprensivo di Caorso.

Gentile Direttore,
In casa nostra non festeggiamo Halloween! Così, stizzito, ho dovuto rispondere alla figlia numero 2 (come si usa dire oggi) dopo una sua ennesima pressante richiesta. E chi ha per casa bambini d’età prescolare sa bene di cosa sono capaci i piccoli quanto a insistenza. Da giorni, infatti, siamo costantemente “aggiornati” sulle attività fatte alla sua scuola dell’infanzia in preparazione del macabro evento. Molti genitori difendono anche in internet l’usanza di festeggiare All-Hallows-Eve – la notte prima di Ognissanti – argomentando che tanto ormai ogni ricorrenza dell’anno è sottoposta alle logiche del mercato capitalistico, che tutto dipende dal modo con cui queste feste sono presentate ai nostri figli, che attraverso eventi del genere possiamo conoscere culture diverse in una società sempre più eterogenea e complessa, ecc. Tutte cose con le quali, ovviamente, non sono per niente d’accordo.

Io penso che da un punto di vista culturale prima ancora che religioso la questione abbia invece un aspetto identitario. Come Italiani siamo confusi anche perché non siamo più consapevoli delle nostre radici storico-culturali. In proposito, mi permetto di citare quanto scritto dal professor Ernesto Galli della Loggia in un suo libro intitolato L’identità Italiana: “Nulla ha segnato così profondamente e definitivamente l’identità italiana come la concomitante presenza della più importante civiltà del mondo antico euro-mediterraneo e poi, insieme, l’epicentro anche del cristianesimo, vale a dire della maggiore forza plasmatrice degli assetti spirituali e pratici su cui poggia l’Occidente moderno … Queste eredità latina e cristiana sono state la base dei modelli di pensiero e dei comportamenti dei gruppi dirigenti, della letteratura, dell’arte, delle consuetudini e dell’atteggiamento dei costumi popolari fino alla più minuta quotidianità delle vaste masse”. Anche per questo non basta affermare con superficialità che “Festeggiare Halloween è solo un modo di divertirsi… è come se fosse un altro carnevale”, senza valutare bene le sue radici culturali, le sue implicazioni esoteriche, il suo clima ambiguo e la sua risultante di apertura, più o meno dichiarata, alla mentalità magica e al neopaganesimo.

Ho cercato di spiegare alle mie figlie che noi celebriamo la festa dei vivi e non dei morti e che questa festa importata soppianta di fatto due
ricorrenze che per noi sono sempre state importanti: la Festa dei Santi e la commemorazione dei nostri cari defunti, che poi, di fatto, sono i Santi di casa nostra. Da credente so che il legame con chi ci ha preceduto resta anche dopo la morte a motivo dell’esperienza che ho fatto dell’amore di Dio manifestato in Gesù Cristo. Ma anche senza scomodare la comunione dei santi, chi non crede converrà che le persone care restano vive anche nei ricordi e nelle esperienze passate e condivise.

Mi perdoni direttore, ma infine trovo singolare che dirigenza scolastica ed insegnanti del nostro Istituto Comprensivo, già al centro l’anno scorso di una bagarre mediatica con risonanza nazionale, per non urtare la sensibilità di bambini appartenenti ad altre fedi, mettano tranquillamente in disparte i segni del Natale e invece non si facciano problemi a martellare, per settimane, piccini di tre, quattro e cinque anni con immagini e canti aventi ad oggetto fantasmi, streghe e simboli esoterici. Ma probabilmente questi sono più politicamente corretti della rappresentazione della Natività.

Cordiali saluti,
Enrico Francia
(un papà Caorsano)

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