“Siamo gli ultimi occhi che guardano i malati. Anche la nostra vita non è più la stessa”

30 Marzo 2020

“La mia vita à cambiata. Spero di non rivedere mai più ciò che sta accadendo adesso”. C’è un misto di sbigottimento, rabbia e dolore negli occhi di Vincenzo Tacinelli, uno dei soccorritori della Croce Bianca (Anpas) di Piacenza. Non c’è spazio, però, per la rassegnazione: per vincere la battaglia contro il virus Covid-19 non bisogna arretrare nemmeno di un millimetro. “È dura, ma sono sicuro che ne usciremo insieme. Tutti insieme”, ripete il volontario con convinzione.

Anche per Oreste Guglielmetti, un altro operatore in forza alla Croce Bianca, la quotidianità ha assunto il sapore di una guerra costante contro un nemico invisibile: “Ogni giorno andiamo a recuperare i malati da Coronavirus e li portiamo direttamente in ospedale. A volte siamo gli ultimi occhi che possono vedere. Il loro distacco dai parenti è sempre toccante: li salutano commossi, senza sapere se potranno riabbracciarli”. Per la soccorritrice Antonella Ferri l’aspetto più terribile è la mancanza di contatto umano coi pazienti: “La nostra tuta protettiva funge da barriera invalicabile: possiamo solo dare loro un messaggio di speranza e tranquillità, sperando che tutto ciò possa finire al più presto”.

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