Spazi confiscati alla ‘ndrangheta. Recuperato un immobile a Calendasco

29 Luglio 2020

Dieci immobili confiscati alla ‘ndrangheta, nell’ambito del processo Aemilia, che tornano al servizio della collettività e del bene comune. Questa mattina sono stati consegnati dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati al Comune di Sorbolo Mezzani, in provincia di Parma, nell’ambito del progetto “Spazi per ricominciare”. Cinque appartamenti e le relative autorimesse potranno ora essere assegnati dal Comune a cittadini del territorio che si trovino in condizioni di difficoltà per aver perso il lavoro a seguito della crisi economica determinatasi con l’emergenza Covid-19, secondo i criteri che saranno definiti con un apposito bando.

A oggi, il totale dei beni immobili definitivamente confiscati in Emilia-Romagna risulta essere di 107 (a cui potrebbero aggiungersene altri 45 in confisca non ancora definitiva, per totale di 152). Di questi, 83 risultano ancora in gestione all’Agenzia Nazionale per i beni sequestrati e confiscati, 69 invece quelli già destinati alle istituzioni statali o locali. Finora sono stati sottoscritti dalla Regione 27 Accordi di Programma riferiti a 17 beni immobili confiscati (che rappresentano circa il 70% di quelli destinati complessivamente ai Comuni), con un contributo regionale di circa 2 milioni di euro.

Gli interventi finanziati hanno riguardato il recupero per finalità sociali di beni immobili confiscati nei Comuni di: Ferrara; Forlì; Ravenna; Pianoro (Bo); Gaggio Montano (Bo), Formigine (Mo); Maranello (Mo); Comacchio (Fe); Pieve di Cento (Fe); Berceto (Pr); Salsomaggiore Terme (Pr); Calendasco (Pc) e Cervia (Ra).

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