Coronavirus

“Degrado e nessuna mascherina”. Piacentini in fuga da Atene

21 agosto 2020

“Siamo rientrati, sì. A dire il vero siamo scappati in anticipo da Atene e Creta”. Marito e moglie piacentini – chiedono l’anonimato – raccontano l’altra faccia del dopo Covid, fatta di risatine di chi li incrociava e ne scherniva la mascherina, città completamente deserte e addirittura nessuna coda per l’accesso all’acropoli di Atene e altri luoghi turistici solitamente affollati di visitatori in ogni stagione. Non c’era nessuno, o quasi: “C’è stato evidentemente un fuggi fuggi generale. Noi siamo ripartiti in anticipo per il timore che ci bloccassero lì, in Grecia considerato l’aumento dei contagi. E abbiamo immediatamente inviato una mail al nostro medico di famiglia, per chiedere come orientarci per fare subito il tampone. Trovato il numero verde, abbiamo chiamato il servizio e nel giro di 24 ore dal rientro abbiamo fatto il test. Negativo, per fortuna”. Il viaggio in Grecia era stato prenotato in tempi non sospetti dalla coppia: 15 febbraio. “Quasi nessuno indossava la mascherina, nei locali, nei ristoranti, in spiaggia. Nessuno ce l’ha chiesta, anzi, ridevano perché la portavamo. Atene, poi, faceva paura, così vuota e degradata. Ci siamo sempre mossi in taxi, perché la situazione non era davvero rassicurante”.IL SERVIZIO COMPLETO SU LIBERTÀ IN EDICOLA

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