“C’era una volta l’Italia”. Posata la prima pietra in Francia tra calce e lacrime

16 Settembre 2022

Dalle nostre alte valli partirono in tanti a piedi, con i figli tenuti in una mano e nell’altra un badile per lavorare appena arrivati nelle più umide periferie di Parigi. C’è allora non a caso un muro, c’è una pietra, c’è una cazzuola, c’è il cemento, ci sono lacrime che legano più della calce, ieri pomeriggio a Nogent-Sur-Marne, gemellata dagli anni Ottanta con Bettola, Farini, Ferriere: nasce così, qui, il monumento agli emigrati italiani progettato dal genio novantenne di Louis Molinari, originario di Poverella di Groppallo e insignito della Legione d’onore a Parigi nel 2013, applaudito da deputati, sindaci e rappresentanti delle istituzioni francesi, ma soprattutto da chi ha le sue radici in Italia e lo sguardo in Francia.

Il sindaco Jacques JP Martin ha reso omaggio al lavoro degli italiani nel Dopoguerra ed è da pelle d’oca pensare che su quel palco abbia proprio citato i paesi dell’Appennino piacentino.

“Ho visto negli occhi l’emozione di chi attendeva da tempo questo simbolico momento, un premio a chi era partito senza una destinazione precisa ma con la sola speranza di poter vivere dignitosamente”, spiega il presidente diPiacenza nel mondo Giovanni Piazza, che era al fianco di Molinari e del ferrierese curatore dell’iniziativa Jean Claude Boeri del circolo “Leonardo da Vinci” durante la posa della prima pietra.

Dalle sottoscrizioni di oltre 400 famiglie diventate sponsor erano stati raccolti i fondi necessari alla costruzione dell’opera, “C’era una volta in Italia”, nella piazza accanto al ponte ricostruito dopo la guerra proprio dalla maestria degli italiani, all’ingresso della cittadina da 30mila abitanti. Valore, 600mila euro. Si punta a finire i lavori entro la primavera, quando sarà celebrato anche il quarantennale del gemellaggio.

Il resoconto della cerimonia a cura di Elisa Malacalza oggi su Libertà

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