Indagine Ires-Cgil

Economia piacentina, cresce il valore aggiunto. Spinta delle esportazioni

3 maggio 2018

Dopo i numeri, positivi, sull’andamento dell’occupazione nel 2017 rispetto all’anno precedente, emergono nuovi dati dall’indagine condotta dall’Istituto ricerche economiche sociali per conto della Camera del lavoro di Piacenza.

Continua il calo demografico nella provincia di Piacenza che fa registrare nel 2017 un decremento dello 0,1%, principalmente concentrato nella popolazione di origine straniera che fa registrare una flessione del 1,5% rispetto al 2016.
Il decremento demografico è concentrato nelle fasce di età che vanno dai 30 ai 49 anni, mentre le altre fasce di età fanno registrare una crescita. Nel complesso, invece, viene registrato un progressivo invecchiamento della popolazione piacentina:l’indice di vecchiaia passa varia dal 193,4 del 2015 al 194,2 del 2016, l’indice di ricambio della popolazione in età attiva varia dal 139,6 del 2015 al 143,3, mentre l’indice di struttura della popolazione attiva invece passa dal 145,6 a 147,1.

Le stime fornite da Prometeia sul valore aggiunto vedono una crescita dell’1,6% nel corso del 2017 e del 1,8% per il 2018, mentre l’andamento congiunturale segna un andamento positivo per i primi tre trimestri del 2017 nell’industria in senso stretto, mentre nello stesso periodo viene registrata una decrescita per il commercio.

Una crescita significativa viene registrata per il dato delle esportazioni che nel 2017 crescono del 2,2% rispetto all’anno precedente, mentre lo stesso dato a livello regionale fa segnare una crescita del 6,7%. Positivo anche il dato del tasso di copertura che si trova a variare dai 109 punti del 2015, ai 108 del 2016, ai 102 del 2017.

Nonostante l’andamento positivo dei principali indicatori macroeconomici, viene invece registrata una flessione del 1,1% nel corso del 2017 per la demografia d’impresa. Decrescono in particolare le aziende artigiane (- 1,2%) rispetto a quelle non artigiane (- 1,0 %), così come le società di persone (- 58 unità) e le ditte individuali (- 93 unità). L’unica crescita viene registrata, invece, nelle società di capitale, che nel corso del 2017 incrementano di 99 unità.

L’andamento dei redditi nel corso degli ultimi 3 anni (dal 2012 al 2015) vede una progressiva crescita delle frequenze dei contribuenti verso la fascia mediana, con una crescita di queste nelle fasce di reddito più avanzate.
Decresce invece il reddito imponibile complessivo del 2,2%, incidendo in particolare sul lavoro autonomo, piuttosto che sui redditi da pensione e da lavoro dipendente e assimilati che si trovano invece a crescere rispettivamente del 2,9% e del 4,3%.

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