Coldiretti, a Bologna oltre 500 piacentini per difendere il vero made in Italy
Mobilitazione con il Ministro Lollobrigida, il Presidente Prandini e il Segretario Gesmundo: «Serve una svolta su acque, PAC e trasparenza totale in etichetta»
Redazione Online
|15 ore fa

Una mobilitazione imponente quella che oggi, lunedì 16 febbraio, vede la partecipazione di oltre cinquemila agricoltori alla Fiera di Bologna per dire basta agli inganni a tavola e chiedere interventi strutturali per la tenuta del settore. Protagonista la delegazione di Coldiretti Piacenza: oltre 500 soci, guidati dal Direttore Roberto Gallizioli, hanno portato la voce del territorio al confronto con i vertici nazionali dell'Organizzazione, il Presidente Ettore Prandini e il Segretario Generale Vincenzo Gesmundo, e con il Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Gallizioli (Coldiretti Piacenza): «Basta burocrazia e falsi prodotti italiani»
Il Direttore Roberto Gallizioli spiega il senso della giornata: «La presenza di oltre 500 soci da Piacenza oggi a Bologna dimostra l'importanza della partecipazione ai temi decisivi come la gestione delle acque, la PAC e la trasparenza totale in etichetta».
Le priorità del tavolo sindacale: PAC, Invasi e Trasparenza
La mobilitazione ha messo al centro i temi che decidono il futuro delle aziende agricole.
La battaglia sull’origine: Coldiretti denuncia la norma dell’ultima «trasformazione sostanziale» del codice doganale, che permette a carni, latticini e sughi stranieri di essere venduti come italiani. La richiesta è chiara: abolizione della norma e obbligo di etichettatura d’origine su tutti i prodotti in commercio nell’UE.
Risorse PAC per la competitività: Sono 10 i miliardi di euro della Politica Agricola Comune recuperati per gli agricoltori italiani. Fondi che devono servire per ammodernare le imprese, abbattere i costi e spingere sulla digitalizzazione e la sostenibilità, rendendo le aziende più forti sul mercato.
Piano Invasi e Sicurezza Idrica: Poiché clima ha causato danni per oltre 20 miliardi negli ultimi anni — con l’alluvione del 2023 tra le più drammatiche in Emilia-Romagna e quasi 2.800 eventi estremi registrati lo scorso anno — la soluzione risiede nella programmazione. Coldiretti rilancia il piano nazionale invasi con sistemi di pompaggio per garantire acqua e produrre energia pulita, ponendo la Diga di Vetto come opera indispensabile per il quadrante regionale.
Un settore da 37 miliardi sotto attacco
L'agroalimentare in Emilia-Romagna vale oltre 37 miliardi di euro, ma la tenuta della Food Valley - spiega Coldiretti- dipende dalla capacità di rispondere con fermezza alle sfide globali e di tutelare il lavoro degli agricoltori contro ogni forma di contraffazione e speculazione.
Difesa del Made in Italy
«Difendiamo la nostra agricoltura da accordi commerciali internazionali se essi non garantiscono reciprocità - ha dichiarato il presidente regionale di Coldiretti Luca Cotti -. Stesse regole uguali per tutti. Alcuni principi sono fondamentali: no alla manodopera minorile, no a fitofarmaci che qui sono vietati ma vengono usati altrove e ci danneggiano, sì a più controlli a porti e frontiere. Altro tema cardine la gestione delle risorse idriche che è urgente, ma bisogna lavorare sulla programmazione con il piano invasi e non sulle emergenze».
Il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini ha sottolineato e denunciato anche gli «inganni» del codice doganale che minano il vero Made in Italy, spacciando per italiani prodotti che hanno avuto solo una minima trasformazione nel nostro Paese.
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha sottolineato l'importanza delle risorse Pac salvate dai tagli con un miliardo in più rispetto alla precedente programmazione: «Abbiamo ottenuto per l'Italia tutte le risorse per affrontare il cambiamento climatico e stagionale, per essere sostenibili e garantire sicurezza agroalimentare. Adesso è necessario valorizzare il Made in Italy lavorando tutti insieme».





















