Locandina con un pugno alzato sotto attacco di Maloberti a Rivergaro. Gatti: "Se avesse partecipato al 25 Aprile avrebbe capito che non c'è niente di partitico"

Un gesto di forza e giubilo, espresso da un pugno alzato, fa alzare la voce del consigliere di minoranza in quota FdI durante l'ultimo consiglio comunale: "Questione non marginale". La replica: "Non prendiamo consigli dai partiti"

Cristian Brusamonti
|3 ore fa
La locandina oggetto di polemica. Compare in alto a destra anche una colomba con un ramoscello di ulivo
La locandina oggetto di polemica. Compare in alto a destra anche una colomba con un ramoscello di ulivo
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Folla con il "pugno alzato" sulla locandina del 25 Aprile: semplice momento di giubilo per la fine della guerra o chiaro simbolo politico di sapore comunista?
Per il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giampaolo Maloberti, la bilancia pende sulla seconda ipotesi.
Così, nell’ultimo consiglio comunale di venerdì sera, a Rivergaro ha sollevato quella che lui ritiene "una questione tutt’altro che marginale". Secondo Maloberti, il 25 Aprile è "una data che appartiene a tutti gli italiani, che dovrebbe rappresentare un momento di unità e memoria condivisa. Ma la locandina ufficiale solleva più di una perplessità, con un’impostazione grafica legata ad una precisa rappresentazione politica, tra pugni alzati e altri richiami iconografici. Un errore che rischia di trasformare la festa in una celebrazione di parte. I ragazzi sono stati portati in piazza alle iniziative: ma siamo certi che le famiglie ne fossero state informate, anche rispetto ai contenuti?".
Il sindaco Andrea Gatti trasecola e mette subito alcuni paletti. "Prima di tutto nelle nostre decisioni amministrative non entrano i partiti, dai quali ci guardiamo bene dal prendere ordini e consigli" replica, ribadendo il civismo della sua lista. "Quella locandina non è quella ufficiale del Comune, ma di un’iniziativa di Erranti Teatro che viene da noi patrocinata. Se la minoranza avesse partecipato alle cerimonie, si sarebbero accorti che nessun bambino è stato trascinato in piazza o obbligato. Un pugno alzato può essere anche sinonimo di ribellione. Ed è veramente banale aggrapparsi a una locandina e farne una tragedia".
A pubblicare online sui profili social del Comune è stata l’assessora Elisa Molinari, che rivendica la scelta. "Gli eventi pubblici di Rivergaro e Niviano con i ragazzi sono stati organizzati in accordo con la dirigente scolastica e le famiglie che non hanno voluto partecipare sono state libere di farlo. Noi non mettiamo censure alle associazioni e quella locandina non aveva simboli di partito. E se parliamo di pugni alzati, anche il presidente Trump ha fatto lo stesso dopo il suo attentato".
Maloberti, assente alle celebrazioni del 25 Aprile, parla poi di "scritte antifasciste" tracciate dai ragazzi coi gessetti sul selciato di piazza Paolo.
"Le parole in questione erano, ad esempio, speranza, diritti, parità, felicità o donna" fa notare però il vicesindaco Gabriele Scagnelli. "Erranti Teatro da anni porta avanti tante iniziative, anche per disabili, e quella del 25 aprile viene svolta dal 2020: è un reading a microfono aperto, dove ognuno può parlare liberamente per esprimere la propria idea, con letture legate ai giorni immediatamente successivi alla Liberazione. Non abbiamo visto in questa locandina nulla che potesse ferire chissà chi".