L’anonimo pioppo resiste alla robinia

A Nibbiano si erge un esemplare secolare tra i più prestigiosi dell’Emilia Romagna, celebrato pure nei disegni di Ambrogio

Dea De Angelis
|13 ore fa
L’anonimo pioppo resiste alla robinia
1 MIN DI LETTURA
A chi piace il ginkgo biloba, a chi il faggio, a chi il cipresso, a chi il melograno, a chi la quercia, a chi il cedro del Libano o il castagno d’India. Ne esiste una così elevata varietà che è difficile scegliere l’albero del cuore. Il pioppo a chi piace? Esistono alcune specie di alberi che passano un po’ nell’anonimato. Il pioppo, escludendo la pioppicoltura lungo il fiume Po, è un albero autoctono che perde le foglie in autunno, fastidioso in primavera con i suoi famosi batuffoli bianchi che volano nell’aria a primavera inoltrata e provocano reazioni allergiche più o meno sintomatiche. Cresce (e resiste) spontaneo lungo gli argini dei corsi d’acqua: il fiume Trebbia, i torrenti Tidone, Arda, Lisone, Nure… nel piacentino, caratterizzando il paesaggio delle valli. Resiste - si diceva – e vi chiederete il motivo. Negli ultimi decenni un altro albero, alloctono, lo sta sostituendo senza troppi sconti.
Quale albero? La robinia che proprio in questi giorni di metà aprile mostra una meravigliosa e profumata fioritura grazie alla quale produciamo miele di acacia. Questa pianta ha poche esigenze ecologiche, originaria dell’America, si diffonde con una facilità sotto gli occhi di tutti. Ha però un difetto, se così vogliamo definirlo. Non vive a lungo, massimo settanta forse ottant’anni e raramente – a differenza del pioppo - diventa albero secolare. Quello in fotografia, per esempio, misurandone a spanne la circonferenza del fusto a petto d’uomo, supera i centocinquant’anni. Così maestoso e mesto emerge nel paesaggio. Come questo anche, o forse di più, il pioppo monumentale, primo nell’elenco degli alberi monumentali della Regione Emilia-Romagna, presente in alta val Tidone, a Pecorara.
Cattura lo sguardo al punto da essere stato disegnato dal naturalista piacentino Andrea Ambrogio, in uno dei suoi libri editi da TIP.LE.CO.: “Tidone, Dolci linee, un racconto per l’alta valle”. Si tratta di un pioppo tremolo, radicato lungo la strada verso Nibbiano ed è un enorme albero, tra i più importanti alberi monumentali regionali. Alto ventiquattro metri e con una circonferenza di oltre quattro metri, sicuramente piace ai valligiani.