Per gli alunni negativi rischio quarantena una settimana dopo l’ultimo contatto

20 Dicembre 2021 08:17


I ritardi con cui l’Asl effettua i tamponi per gli studenti delle scuole piacentine dopo la segnalazione di uno o più alunni positivi al Covid stanno creando una situazione paradossale: studenti liberi di circolare anche se potenzialmente contagiati, ma poi costretti a stare in casa anche se ufficialmente negativi.
La trafila che centinaia di studenti, insegnanti, presidi e famiglie hanno vissuto e stanno vivendo è più o meno simile in tutti i casi: un alunno positivo al tampone rapido in farmacia fa scattare la segnalazione all’Ausl, ma anche, generalmente, sulla chat della classe.
In attesa di comunicazioni ufficiali, chi può tiene a casa il figlio precauzionalmente. Ma chi lavora e non ha nessuno a cui affidarlo deve comunque mandarlo in classe (legittimamente), anche perché non è consigliato lasciare ai nonni un bambino potenzialmente positivo.
Lo stesso bambino o ragazzo che, in assenza di provvedimenti ufficiali, può liberamente frequentare le normali attività pomeridiane, che siano sportive, musicali o di altro tipo.
Secondo il protocollo l’Asl dovrebbe garantire a tutta la classe un tampone molecolare entro 48 ore dal primo caso, ma in queste settimane di super lavoro, a causa della carenza di personale, l’inchiesta epidemiologica parte dopo quattro giorni, con esito del tampone al quinto. E se in una classe ci sono tre o più positivi, scatta poi la quarantena ufficiale anche per i negativi.
I quali, qui sta gran parte del paradosso, per giorni potevano legittimamente circolare ovunque essendo potenzialmente contagiati e contagiosi, ma poi devono stare in casa avendo la certezza di non esserlo.
In questi giorni la stranezza è doppia, perché lo studente negativo rischia di dover vivere per dieci giorni in quarantena per evitare la diffusione del Covid in classe proprio nei giorni in cui a scuola non ci va, per l’inizio delle vacanze di Natale.

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