GTA 6 piegato al politicamente corretto? Le ultime novità

Di Andrea Peroni 10 Agosto 2022

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In un mondo in cui la ricerca di uguaglianza sta paradossalmente creando ancor più estremismi, due parole hanno spaventato negli ultimi giorni gli utenti in spasmodica attesa di Grand Theft Auto 6: politicamente corretto. L’opera di Rockstar Games, riconosciuta universalmente per la trasgressione e la brutalità nel mettere in scena la vita, si sta davvero piegando alle regole dell’orientamento ideologico votato alla parità?

Sono ormai passati nove anni dall’uscita di Gta 5, gioco che ha fatto storia oltre che il bello e il cattivo tempo nel settore. È stato il quinto capitolo dello storico franchise a spingere Rockstar Games a ripensare la sua catena di produzione visto il successo di Gta Online, ed è stato lo stesso a costringere i fan ad attendere anni e anni per un nuovo gioco – attesa che, chiariamo, sarà ancora lunga. All’inizio del 2022 lo studio americano è finalmente uscito allo scoperto, annunciando che lo sviluppo di Gta 6 è in corso, ma i dettagli per ora latitano. Tante sono state le indiscrezioni che si sono rincorse in questi anni, e poi, pochi giorni fa, arriva una nuova serie di informazioni che ha fatto tremare le gambe ai seguaci più puri della serie.

Le notizie arrivano dall’autorevole Bloomberg, che ha apparentemente anticipato alcune delle tematiche del prossimo kolossal della serie Grand Theft Auto. Il portale conferma alcune notizie già emerse in passato, come la nuova città spiccatamente ispirata alla reale Miami (inutile dire che il pensiero va a Vice City, città già protagonista dell’omonimo gioco del 2002) e alle sue aree circostanti che sarà in continua evoluzione, a riconferma della spinta della futura incarnazione di Gta Online verso il lido dei live service. Sono però le rivelazioni inedite sono quelle che hanno fatto maggiormente discutere.

A quanto riferito, Gta 6 riproporrà la dinamica di più protagonisti giocabili, già presenti nel quinto capitolo, ma stavolta questi si limiteranno a soli due personaggi. Il portale cita una coppia, vagamente paragonata al celebre duo di rapinatori Bonnie e Clyde, e uno dei due sarà appunto un personaggio femminile. Se il tutto sarà confermato, si tratterà quindi del primo protagonista femminile nella storia di Grand Theft Auto, un notevole passo avanti per un gioco che il portale definisce come culturalmente sensibile.

Com’era ampiamente prevedibile, in molti hanno interpretato queste notizie come il segnale che Gta 6 sarà snaturato, e si ritroverà privato di quelle componenti che da sempre caratterizzano una serie che fa proprio del politicamente scorretto la sua esperienza intrattenente. Gta, specie dal suo passaggio alla terza dimensione nel 2001, è sinonimo di trasgressione, polemiche, luoghi comuni, visioni estremiste della politica e della vita. Insomma, un gioco che non ha mai guardato in faccia a nessuno, e che anzi ha sempre messo in scena il mondo per quello che è: vario, spesso ingiusto, i cui abitanti hanno ognuno visioni differenti e talvolta esageratamente estremiste.

Nonostante siano passati “solo” nove anni dall’uscita di Gta 5, il mondo è notevolmente cambiato in questo lasso di tempo, riflettendo questi effetti anche sul mondo dell’intrattenimento. Dapprima arrivò il movimento MeToo, nato soprattutto per lo scandalo del mega produttore hollywoodiano Harvey Weinstein; negli anni sono poi arrivati nuovi scandali come numerose accuse di molestie mosse a volti noti dello spettacolo e dello sport, il movimento Black Lives Matter, e non parliamo poi della bufera nella quale sono finiti alcuni giganteschi publisher del settore videoludico come Activision Blizzard e Ubisoft. In tutto questo, anche Rockstar Games ha avuto parecchi grattacapi, specie durante la lavorazione di Red Dead Redemption 2. I dipendenti insorsero a causa di condizioni di lavoro impossibili, turni massacranti e diritti calpestati.

Da allora, la stessa Rockstar si è fatta molto più attenta ai bisogni dei suoi dipendenti e del mondo in generale, anche a costo di diminuire le proprie aspettative finanziarie – tradotto: l’infinita attesa di Gta 6 è causata anche da ciò. E questo, insieme a tutto quello che è accaduto e che ha condizionato la cultura di massa, potrebbe avere ripercussioni più o meno serie sul prossimo capitolo della serie.

È difficile, in ogni caso, immaginare che Rockstar Games verrà meno ai suoi ideali e al modo in cui ama costruire un’esperienza sandbox nella quale la libertà d’azione è pressoché totale. La visione del politicamente corretto, o culturalmente sensibile come è stato descritto da Bloomberg, potrebbe più semplicemente indicare che la storyline e le sottotrame del futuro Gta 6 potrebbero andare a toccare temi profondi e perché no vicini alle differenti culture, cosa che in effetti potrebbe aprire a una prospettiva nuova e interessante per Grand Theft Auto pur mantenendo i suoi principi.

Per saperlo, tuttavia, dovremo attendere ancora parecchio. Lo studio di New York prevede infatti attualmente una release fissata al 2024, ma gli stessi sviluppatori sono scettici in merito, e non si esclude uno slittamento ulteriore. Quando uscirà Gta 6? Chi vivrà, vedrà.

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