Perché PS5 e Xbox Series X non si trovano? La crisi dei chip continua

Di Andrea Peroni 12 Agosto 2022

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C’è una costante che caratterizza il mondo dei videogiochi da circa un anno e mezzo, destinata a proseguire ulteriormente. Una costante che ha rovinato i piani di molti giocatori, desiderosi di entrare nella nuova generazione ma rimasti spiazzati di fronte all’impossibilità di riuscire ad acquistare una console. Purtroppo, ci sono brutte notizie: la crisi dei chip proseguirà ancora, e questo significa che PlayStation 5 e Xbox Series X continueranno ad essere introvabili oggetti del desiderio.

I due hardware sono stati lanciati alla fine del 2020 in un momento davvero particolare per varie ragioni, che ha inevitabilmente scombussolato le carte in tavola dei giganti dell’industria. La pandemia da COVID-19, ad esempio, ha costretto i negozi di tutto il mondo ad accettare solamente acquisti online senza poter esporre alcuna console in vetrina. La risposta è stata comunque eccellente da parte del pubblico, entusiasta di lanciarsi nella nona generazione, ma Sony e Microsoft non sono riuscite e non riescono tuttora a soddisfare l’enorme richiesta. Oltre ai danni collaterali del Coronavirus, infatti, è arrivata anche la crisi dei componenti.

Sin dalla fine del 2020, molte grandi aziende produttrici di componenti tecnologiche avevano lanciato un preoccupante allarme circa la scarsità dei componenti. Una profezia che si è avverata nel giro di pochi mesi, e ancora oggi colpisce un settore la cui enorme crescita è stata inevitabilmente rallentata. A novembre, PS5 e Xbox Series X compiranno i loro primi due anni di vita, ma la crisi dei chip continua ed è destinata a continuare ancora per molto tempo. Sony e Microsoft non riescono ad aumentare la produzione dei loro hardware, e alla lista delle aziende in difficoltà si sono unite nel corso del tempo anche NVIDIA, TSMC e Nintendo, quest’ultima secondo alcune indiscrezioni pronta a lanciare sul mercato una variante più performante di Switch il cui debutto potrebbe però slittare più avanti nel tempo.

A maggio di quest’anno, dopo molti mesi di trepidante attesa, il pubblico non ha certo ricevuto le notizie che tutti si aspettavano. Pat Gelsinger, CEO di Intel, ha fatto intendere a chiare lettere che secondo le stime dell’azienda la crisi dei semiconduttori si protrarrà fino al 2024, poiché la carenza dei materiali ora ha colpito anche le apparecchiature della catena di produzione. Di male in peggio insomma, e le aziende informatiche, comprese quelle del settore ludico, continuano a ingoiare bocconi amari.

Mentre Microsoft, nella sua ritrovata lungimiranza, ha ottenuto serenità col successo del servizio Xbox Game Pass, Sony è stata costretta nell’ultimo anno a rivedere la sua strategia legata alle produzioni dei PlayStation Studios, in particolare con titoli quali Gran Turismo 7 e God of War: Ragnarok. Inizialmente annunciati come esclusive PS5, i giochi rispettivamente di Polyphony Digital e Sony Santa Monica approderanno (o sono già approdati, come nel caso di GT7) anche su PlayStation 4, console sì di vecchia generazione ma con una base installata a dir poco spaventosa – sono oltre 117 milioni le unità vendute in tutto il mondo. Una sorta di paracadute improvvisato ma utilissimo, in un momento tanto delicato. In tutto questo, però, i consumatori ancora a bocca asciutta sono tanti, e l’impressione generale è che questo scenario non cambierà tanto presto.

Uno spiraglio, tuttavia, arriva dalla recente chiamata agli investitori di Sony, durante la quale l’azienda nipponica ha espresso ottimismo per il periodo natalizio del 2022. Secondo i report degli esperti, la disponibilità dei componenti sta lentamente crescendo, e con essa quindi anche la produzione di console e hardware da gaming.

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