Casermetta del Facsal, i cittadini perdono il primo round. La proprietà si dice tranquilla

05 Marzo 2013

La casermetta recintata

AGGIORNAMENTO DELLE 12 – Il comitato che ha promosso la causa civile chiedendo la rimozione della recinzione attorno alla casermetta del Facsal ha perso il primo round: il giudice ha respinto il ricorso contro la proprietà e il Comune, condannando i residenti al pagamento delle spese. “Vedremo se e come proseguire – ha spiegato l’avvocato Torre – anche se restiamo fermamente convinti delle nostre ragioni”. Pendente resta anche il giudizio del Tar di Parma. I proprietari, dal canto loro, sostengono di non aver mai violato alcuna legge nè regolamento urbanistico e si dicono sereni. Per il momento gli unici interventi che possono effettuare sono di manutenzione della struttura, che ha un vincolo di destinazione come centro di socializzazione per anziani.

CASERMETTA DEL FACSAL, ESPOSTO AL SINDACO E CAUSA CIVILE DEI CITTADINI – Una causa civile a tutela dell’uso pubblico dell’area della casermetta contraerea posta fra il Facsal e via Torta, un’impugnazione davanti al Tar e un esposto al sindaco Paolo Dosi firmato da circa duecento cittadini. Chi abita fra via Torta e il Pubblico Passeggio si chiede che fine farà l’area dell’ex casermetta. Per il momento, come si legge nell’esposto al primo cittadino, questa area è stata recintata da un privato che risulta averla acquistata dal Demanio di Bologna per 90mila euro. “E’ stata così interrotta la viabilità – segnala l’avvocato Francesco Torre, che sta seguendo la causa civile per i cittadini della zona, i quali chiedono che questa area resti di uso pubblico – ed esiste il concreto rischio che non venga rispettato quanto stabilito in precedenza dal piano urbanistico attuativo. Nel 2007 infatti il Comune aveva attribuito a questa area una funzione pubblica particolare, destinandola alla realizzazione di un centro di socializzazione per anziani, che avrebbe dovuto essere gestito da un ente morale senza scopo di lucro, la Madonna della Bomba”.

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