Metalmeccanica, la fotografia della Cisl: “In crisi una azienda piacentina su tre”

01 Aprile 2014

Luigi Bernazzani Fim Cisl

Cassa integrazione a livelli altissimi e aziende che chiudono, ma numero di addetti che tiene grazie a quelle realtà che continuano ad assumere senza risentire della crisi. E’ questa la fotografia del settore metalmeccanico piacentino scattata dal segretario della Fim-Cisl di Piacenza e Parma, Luigi Bernazzani.
Nel 2013 sono state autorizzate nella nostra provincia 680mila ore di cassa integrazione ordinaria, 1.1 milioni di cassa straordinaria e quasi 300mila ore di cassa integrazione in deroga, per un totale di oltre 2 milioni di ore di ammortizzatori sociali solo nel comparto metalmeccanico. Le aziende con addetti sono calate durante il 2013 di 68 unità: da 1858 a 1790. Ciò nonostante il numero dei dipendenti occupati è passato dai 14.119 del 2012 a 14.130 del giugno 2013.
“Sono numeri impressionanti che fotografono la situazione nel nostro territorio – dice Luigi Bernazzani – anche se va fatto notare come esistano sempre più evidenti differenze tra le imprese fortemente in crisi e quelle che invece continuano ad avere, pur in un periodo difficile per tutti, risultati positivi e si propongono di assumere. A Piacenza le imprese in difficoltà, che si trovano a fare i conti con sostanziali perdite di fatturato, sono circa un terzo, ma esistono anche realtà rampanti, che non hanno avuto conseguenze negative a causa della crisi, e che lavorano principalmente con l’estero. Piccole “multinazionali tascabili” che ormai sono un modello da seguire”.

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